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Reato di clandestinità. Orlando: “Non funziona e complica le indagini”

Il ministro della Giustizia: “Il tema dell’abolizione va affrontato”. “In 12 tribunali sezioni specializzate su immigrazione e asilo”

 

 

Roma – 21 giugno 2016 – “A fine 2015 i minori non accompagnati presenti in Italia erano circa 12mila, mille in più, pari al 13%, rispetto al 2014. E tra il 2013 e 2014 c’è stata un’impennata del 60% con più 4mila unità”. 

Lo ha ricordato stamattina il ministro della Giustizia Andrea Orlando nel corso di un’audizione davanti alla Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti. 

Nel 2015 sono state 3.959 le domande di protezione presentate nel nostro paese dei minori non accompagnati (+54% nel biennio ) ‘la normativa assicura tutela al minore a prescindere dalla presentazione della domanda, coloro che arrivano in Italia sono inseriti in percorsi non solo di assistenza ma anche di tutela. Oggi, la difficolta’ principale sta nella frammentazione delle competenze tra i tribunali dei minori e i giudici tutelari. Questa va superata con l’approvazione della riforma del processo civile che prevede l’istituzione dei tribunali per la famiglia che racchiudono tutte le competenze”.

Orlando ha parlato anche dell’abolizione del reato di immigrazione clandestina, chiesta  più riprese dal Parlamento ma non ancora portata a termine dal governo. “Ritengo che il tema vada riaffrontato. Senza alcun elemento di approccio ideologico, molti soggetti della giurisdizione segnalano incongruità, perché da una parte questo reato costringe a sanzioni che non hanno alcun potere deterrente effettivo, dall’altra rende più complicate le indagini in taluni ambiti, come il traffico degli esseri umani”.

Il Guardasigilli ha poi annunciato che il suo ministero ha “presentato interventi normativi in un disegno di legge delega attualmente al vaglio del governo per la riduzione dei tempi di esame delle richieste di asilo”. 

“Viene proposta l’istituzione di dodici sezioni specializzate nei tribunali distrettuali in materia di immigrazione e protezione internazionale e libera circolazione di cittadini UE, composte da magistrati esperti o con una formazione specifica con il coinvolgimento della Scuola superiore magistratura. Sono stati individuati dodici tribunali distrettuali, Roma, Bari, Catanzaro, Palermo, Catania, Milano, Venezia, Salerno, Torino, Bologna, Firenze, Cagliari. Per i giudici di queste sezioni sono previsti meccanismi di stabilizzazione”. 

 

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