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Rifugiati e lavoro, con Welcome di UNHCR 69 mila percorsi professionali dal 2017

Roma, 19 giugno 2026 – L’inclusione lavorativa dei rifugiati in Italia non è più soltanto una dichiarazione di principio, ma un percorso sempre più strutturato che coinvolge imprese, istituzioni e società civile. Lo confermano i numeri dell’ottava edizione di “Welcome. Working for Refugee Integration”, il programma promosso da UNHCR Italia per favorire l’accesso al mercato del lavoro delle persone titolari di protezione internazionale.

Dal 2017 a oggi sono stati attivati 69 mila percorsi professionali, mentre nel solo 2025 gli inserimenti sono stati 18.600, con un incremento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Un risultato che segna la crescita di un modello costruito sulla collaborazione tra aziende, organizzazioni del terzo settore e attori istituzionali, con l’obiettivo di trasformare il lavoro in uno strumento concreto di autonomia, integrazione e partecipazione sociale.

A Roma sono state premiate 230 aziende, tre in più rispetto al 2024, che si sono distinte per l’impegno nell’inserimento professionale di rifugiati e richiedenti asilo. Dall’avvio dell’iniziativa, le candidature sono quasi quadruplicate: erano 67 nel 2017, sono diventate 258 nel 2025. Un dato che racconta non solo la crescita quantitativa del programma, ma anche una maggiore attenzione del mondo produttivo verso il tema dell’inclusione.

Secondo il rapporto conclusivo dell’edizione 2025, oltre il 99% degli inserimenti è rappresentato da contratti di lavoro. La grande maggioranza riguarda contratti a tempo determinato, pari al 92%, mentre quelli a tempo indeterminato si attestano al 6%. Resta invece stabile, intorno al 17%, la quota di donne coinvolte nei percorsi di inserimento, un elemento che indica la necessità di continuare a lavorare sull’accesso femminile al mercato del lavoro.

Tra i settori più rappresentati figurano alloggio e ristorazione, con il 23% delle imprese premiate, seguiti dagli altri servizi e dalle attività manifatturiere. Le motivazioni indicate dalle aziende confermano una visione sempre più ampia dell’inclusione: al primo posto c’è la volontà di promuovere un cambiamento culturale interno ed esterno all’impresa, seguita dall’impegno verso la comunità e verso persone in condizioni di svantaggio. In crescita anche il riconoscimento delle competenze trasversali portate dalle persone rifugiate.

Per UNHCR, il bilancio del programma dimostra il valore del capitale umano rappresentato dai rifugiati e la capacità delle imprese di leggere l’inclusione non solo come responsabilità sociale, ma anche come investimento in innovazione, competenze e crescita. Restano tuttavia alcune criticità da affrontare, dalle barriere linguistiche agli ostacoli amministrativi, che possono rallentare o rendere più complesso l’accesso a un lavoro stabile e qualificato.

Accanto al logo “Welcome”, assegnato alle aziende, UNHCR ha conferito anche il riconoscimento “We Welcome” a 60 realtà tra cooperative, associazioni, fondazioni, sindacati, servizi per il lavoro ed enti locali che hanno sostenuto i percorsi di inclusione. Il programma è realizzato in collaborazione con Fondazione Adecco e con il supporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Confindustria, Global Compact Network Italia, AIDP e Confimprese.

Un ruolo particolare è stato attribuito anche ai corridoi lavorativi per rifugiati, introdotti dalla Legge 50/2023, che permettono l’ingresso in Italia attraverso canali sicuri e legali legati a un visto di lavoro. Si tratta di un modello che mette insieme protezione internazionale, mobilità regolare e risposta ai fabbisogni delle imprese, valorizzando competenze che spesso restano inutilizzate nei Paesi di primo asilo.

Le menzioni speciali assegnate alla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi e all’Unione Industriali Torino confermano la centralità dei territori nella costruzione di percorsi efficaci. Esperienze che mostrano come l’integrazione lavorativa possa diventare una leva concreta di autonomia per le persone rifugiate e, allo stesso tempo, una risorsa per il sistema produttivo italiano.

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