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Seconde generazioni. Monti: “Sì alla cittadinanza, è nell’interesse dell’Italia”

Il premier a Radio Anch’io. “Non è solo questione di diritti, bisogna favorire il ricambio sociale, demografico e culturale della nostra popolazione”

Roma – 20 febbraio 2013 – “Non ho nessuna esitazione di coscienza e ho una chiara posizione morale e politica. Io sono favorevole a che venga concessa la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati nati in Italia”.

Lo ha detto oggi il presidente del Consiglio e leader di Scelta Civica per l’Italia Mario Monti, rispondendo stamattina alla domanda di un ascoltatore di origine senegalese nel corso della trasmissione “Radio Anch’io”.

“Non l’abbiamo potuto fare nell’anno di governo di emergenza – ha detto il premier – perché non rientrava tra le priorità che il Parlamento ci aveva assegnato, ma soprattutto perché sapevamo che una parte politica, quella del Pdl, non era favorevole”. Una posizione espressa anche lo scorso giugno, quando Monti aveva detto di sentire “personalmente molto” il problema, ma di non voler rischiare su questo tema una crisi di governo.

“Io penso – ha chiarito stamattina – che sia invece opportuno dare questa nazionalità italiana, sia per una questione di elementare diritto civile. Sia perché è interesse dell’Italia, nelle condizioni di massimo controllo nei confronti dell’immigrazione illegale, favorire il ricambio sociale, demografico e culturale della nostra popolazione che va resa più dinamica”.

“Spesso – ha concluso – è proprio l’immigrazione,vedasi la storia degli Stati uniti, che fa questo”.

Il tema, come ogni riferimento all’immigrazione,  era assente dalla prima versione dell’Agenda Monti. È stato però analizzato dettagliatamente nell’"aggiornamento" pubblicato la scorsa settimana, dove si propone “attribuzione della cittadinanza alla nascita per i figli degli immigrati soggiornanti da almeno cinque anni e attribuzione alla conclusione di un ciclo di studi per chi giunge in Italia durante la minore età o è nato in Italia da immigrati soggiornanti di breve periodo”.

EP
 

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