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Solo per donne. A Venezia la piscina è islamicamente corretta

La domenica mattina le donne musulmane potranno nuotare al riparo dagli sguardi degli uomini. “Promuoviamo l'incontro tra culture diverse”

Venezia – 9 maggio 2014 – Quote rosa in piscina per far nuotare anche le musulmane più osservanti. Nulla di nuovo, si è già visto a Torino e Bergamo, eppure in un’Italia poco abituata a servizi pensati per i suoi nuovi cittadini fa ancora notizia l’iniziativa lanciata a Mestre dalla Polisportiva Bissuola e dall'Unione Italiana Sport per tutti.

Dalle 9 alle 10.30 delle domeniche di maggio l’ingresso alla piscina sarà riservato a donne e bambini, con il dichiarato obiettivo di offrire alle immigrate di fede islamica la possibilità di bagnarsi lontani da proibiti sguardi maschili. Anche il personale della piscina, per l'occasione, sarà tutto al femminile e sono previsti prezzi popolari per i biglietti, tre euro, mentre i figli entreranno gratis.

L’iniziativa ha ottenuto l’appoggio dell’assessorato alla Cittadinanza delle donne del Comune di Venezia.  “Sarà un'occasione per promuovere l'incontro tra culture diverse, per far conoscere donne provenienti da realtà diverse, una via all'integrazione. Se funzionerà la riproporremo anche in futuro” ha spiegato alla stampa locale Ugo Di Mauro, presidente della polisportiva.

E a chi crede che una piscina islamicamente corretta possa trasformarsi in un ghetto risponde Paolo Perathoner di Uisp: “A Torino la partecipazione è stata molto intensa, il 50% delle donne che hanno partecipato era torinese. C'è stata una vera integrazione, è stata un'occasione importante che ha aperto la strada a legami e conoscenze, speriamo avvenga la stessa cosa anche qui”.
 

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