Roma, 22 luglio 2026 – Sono 3.295 i migranti che hanno lasciato volontariamente la Tunisia per rientrare nei rispettivi Paesi di origine durante i primi sei mesi del 2026. Le operazioni sono state organizzate dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni nell’ambito del programma di rimpatrio volontario assistito e reintegrazione, conosciuto con la sigla Avrr.
Tra il primo gennaio e il 30 giugno, i beneficiari del programma sono stati accompagnati verso 32 diversi Paesi. Per organizzare i trasferimenti, l’Oim ha utilizzato cinque voli charter e 182 collegamenti commerciali.
La Guinea rappresenta il principale Paese di provenienza dei migranti assistiti, con il 26% del totale. Seguono la Costa d’Avorio, con il 19%, e il Camerun, con il 9%. I dati confermano la presenza in Tunisia di una consistente componente migratoria originaria dell’Africa subsahariana.
La maggioranza dei beneficiari sono uomini adulti
Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, il 71% delle persone rientrate volontariamente era costituito da uomini adulti, mentre le donne rappresentavano il 18%. I minorenni erano complessivamente l’11%: il 6% ragazzi e il 5% ragazze.
Il programma Avrr è rivolto ai migranti che decidono di tornare volontariamente nel proprio Paese ma non dispongono dei mezzi economici o dei documenti necessari per affrontare il viaggio. L’assistenza comprende l’organizzazione del trasferimento e misure finalizzate a favorire il reinserimento sociale ed economico nelle comunità di origine.
L’obiettivo dichiarato è garantire che il ritorno avvenga nel rispetto della dignità, della sicurezza e dei diritti delle persone coinvolte, offrendo al tempo stesso strumenti per costruire condizioni di vita più stabili dopo il rientro.
Oltre 21.500 rientri assistiti dal 2023
Dal 2023, più di 21.597 migranti presenti in Tunisia hanno beneficiato del programma di ritorno volontario e reintegrazione. In questo periodo, l’Oim ha organizzato trasferimenti verso 41 Paesi, utilizzando complessivamente 45 voli charter e 1.144 voli commerciali.
Le attività vengono realizzate in collaborazione con le autorità tunisine, i partner nazionali, le ambasciate e i consolati dei Paesi di origine. Il programma riceve inoltre il sostegno finanziario dell’Unione europea e di diversi Stati, tra cui Italia, Francia, Austria, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Regno Unito, Svizzera e Svezia.
I numeri del primo semestre mostrano il crescente peso dei programmi di ritorno volontario nella gestione dei flussi migratori in Tunisia, Paese che rappresenta contemporaneamente un territorio di transito, di permanenza e di partenza per numerosi migranti diretti verso l’Europa.
Il rimpatrio volontario assistito si distingue dalle espulsioni e dai rimpatri forzati perché presuppone l’adesione della persona interessata. Resta tuttavia centrale la necessità di verificare che la scelta sia realmente libera e informata e che il rientro possa avvenire in condizioni di sicurezza, senza esporre i migranti a nuovi rischi nei Paesi di origine.


