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L’Ue apre le porte ai profughi ucraini grazie alla “protezione temporanea”: fino a 2 anni di permesso di soggiorno

Roma, 1 marzo 2021 – Presto l’Unione europea attiverà una procedura straordinaria per concedere a tutti i cittadini ucraini il diritto di “protezione temporanea”. Si tratta di un permesso di soggiorno di un anno, estendibile fino a due, a tutti i profughi in fuga dalla guerra Ucraina-Russia che chiederanno protezione in uno degli Stati membri. “C’è un ampio sostegno dell’Ue all’applicazione della direttiva”, ha sottolineato la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson al termine del Consiglio straordinario sull’Ucraina.

Guerra tra Ucraina e Russia, la risposta dell’Ue ai profughi in fuga

Quella che l’Unione europea si prepara a varare è una misura diversa dalla concessione del diritto di asilo, che viene assegnato in base alle valutazioni personali sull’individuo che lo richiede. La decisione ufficiale è attesa per giovedì 3 marzo, ma i Paesi membri sembrano già essere tutti in linea per la sua approvazione del sostegno che non ha precedenti. In questo modo, gli Stati saranno costretti ad affrontare collettivamente la situazione emergenziale provocata da un “afflusso massiccio di sfollati” in modo imprevisto. Persone che non possono assolutamente essere riportate nel proprio Paese di provenienza. Ogni membro, quindi, dovrà indicare la propria “capacità di accoglienza” e in base a quello riceverà un numero prestabilito di profughi, dopo aver certificato il consenso da parte dei diretti interessati. I cittadini ucraini, poi, potranno studiare, lavorare, ricevere assistenza sanitaria e, qualora necessario, ottenere un alloggio da parte dello Stato.

“E’ il momento giusto per la Direttiva sulla protezione temporanea”, ha commentato Ylva Johansson. Da quando è stata istituita, infatti, nel 2001, non è mai stata messa in atto. Oltre a questo, l’Unione europea prevederà lo stanziamento di un fondo a favore degli Stati europei limitrofi all’Ucraina invasa dalla Russia. Principalmente si tratta di Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania. I luoghi principali nei quali si stanno dirigendo i profughi. In caso di necessità, inoltre, i rispettivi governi potranno avanzare specifiche richieste. “Sono molto orgogliosa del modo impressionante in cui cittadini e Paesi europei stanno esprimendo solidarietà”, ha aggiunto Ylva Johansson.

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