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Devo rinnovare la carta d’identità: che cosa cambia ora che è elettronica? Se perdo il pin, come posso recuperarlo?

La Carta d’identità elettronica (CIE) è la nuova versione del vecchio documento d’identità rilasciato dal Comune di residenza. Dello stesso formato di un bancomat, è realizzata con elementi che permettono alti livelli di sicurezza al fine di evitare che venga falsificata.

Ha un microchip con i dati personali, foto ed impronte digitali del titolare e permette di: accedere a diversi servizi in rete (portale del Comune, per registrazione su siti di telefonia o alberghi…), poiché è possibile autenticarsi con la Carta.

Si richiede, come la precedente carta d’identità, al Comune di residenza o di domicilio anche tramite il sistema di prenotazione online disponibile alla pagina https://www.prenotazionicie.interno.gov.it/ 

Tuttavia, non tutti i Comuni hanno ancora aderito a questo sistema, in caso contrario occorrerà verificare le modalità contattando l’Ufficio Anagrafe.

Sempre per ragioni di sicurezza, trattandosi di carta elettronica vengono generati due codici (PIN e PUK) che devono essere custoditi, o richiesti nuovamente in caso di furto o smarrimento.

Verranno forniti al richiedente in due parti che andranno unite, la prima parte nel foglio di ricevuta di richiesta della CIE, la seconda nella lettera contenente la carta d’identità (che sarà spedita a casa).

Il Pin potrà essere usato per accedere con la CIE ai servizi disponibili in rete, mentre il PUK viene utilizzato in caso di blocco del pin, che avviene a seguito di tre tentativi errati di inserimento del codice.

Allo stesso modo il Puk verrà bloccato dopo che 10 tentativi errati di immissione dei questo codice, con conseguente blocco della carta d’identità. In questa ipotesi dovranno essere richiesti nuovi codici.

In caso di smarrimento dei codici Pin o Puk, è possibile richiedere la stampa (quindi rimangono gli stessi), recandosi di persona in qualsiasi Comune, che quindi potrà essere anche diverso da quello di residenza.

Articolo realizzato per Stranieri in Italia da: Federica Merlo, avvocato

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