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Regolarizzazione: i chiarimenti del Ministero dell’Interno sulle procedure da seguire

Roma, 15 giugno 2020 – Segnaliamo i chiarimenti più rilevanti forniti dal Ministero dell’Interno ai fini dell’accesso alle procedure per la regolarizzazione dei cittadini stranieri.

CHI PUO’ PRESENTARE LA DOMANDA?

Può presentare la domanda un datore di lavoro:

italiano;

comunitario;

extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;

extracomunitario titolare di carta di soggiorno per familiare di cittadino comunitario;

extracomunitario titolare di carta permanente di soggiorno per familiare di cittadino comunitario.

QUALI CITTADINI STRANIERI POSSONO ESSERE REGOLARIZZATI CON LE DUE PROCEDURE AVVIATE DAL DATORE DI LAVORO?

E’ possibile presentare tali istanza per regolarizzare un cittadino straniero (extra-Ue) che sia stato presente sul territorio nazionale prima dell’8 marzo.

Vi rientrano quindi: richiedenti protezione internazionale (a prescindere da quando hanno presentato istanza), i denegati ricorrenti, gli irregolari, i possessori di permesso di soggiorno valido, gli stranieri oggetto di provvedimento di espulsione per violazione delle norme sull’ingresso ed il soggiorno, i titolari di permesso di soggiorno non convertibile in permesso di lavoro (a titolo esemplificativo e non esaustivo studio, turismo, cure mediche, motivi religiosi, protezione speciale….)

QUALE DOCUMENTAZIONE PUÒ ESSERE ALLEGATA PER PROVARE LA PROPRIA PRESENZA ALL’8 MARZO 2020?

Il Ministero dell’Interno ha fornito un elenco, a titolo esemplificativo ma non esaustivo:

certificazione medica proveniente da struttura pubblica, certificato di iscrizione scolastica dei figli, tessere nominative dei mezzi pubblici, certificazioni provenienti da forze di polizia, titolarità di schede telefoniche o contratti con operatori italiani, documentazione relativa a servizi erogati da Poste Italiane S.p.A. (apertura libretti di risparmio, richiesta di rilascio Postepay) ricevute nominative di invio o ricevimento di denaro effettuato attraverso istituti bancari e/o agenzie di Money transfert documentazione proveniente da centri di accoglienza e/ o di ricovero autorizzati anche religiosi, le attestazioni rilasciate dalle rappresentanze diplomatiche o consolari in Italia, biglietti di vettori aerei e marittimi nominativi utilizzati per l’ingresso nello Stato, anche nel caso in cui il vettore abbia coperto tratte infra Schengen

IL DATORE DI UN LAVORATORE DOMESTICO DI SOSTEGNO AL BISOGNO FAMILIARE DEVE ESSERE NECESSARIAMENTE UNA PERSONA FISICA?

Nel settore domestico, il datore di lavoro può anche essere anche una persona giuridica, quali le comunità stabili, senza fini di lucro, che sostituiscono sotto il profilo morale ed organizzativo le famiglie di coloro che ne fanno parte.

Pertanto, sono equiparati ai datori di lavoro domestico persona fisica:

le convivenze di comunità religiose (conventi, seminari);

le convivenze militari (caserme, comandi, stazioni), che hanno lavoratori addetti al servizio diretto e personale dei conviventi;

le comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e i ricoveri per anziani il cui fine è prevalentemente assistenziale), qualunque sia il numero dei componenti;

le case-famiglia per soggetti portatori di disabilità, quelle per il recupero dei tossicodipendenti, per l’assistenza gratuita a fanciulli anziani e ragazze madri;

le comunità focolari; le convivenze di sacerdoti anziani cessati dal ministero parrocchiale o dal servizio diocesano;

In questo caso il reddito minimo è fissato in 30.000 euro.

COSA COMPORTA IL MANCATO PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO FORFETTARIO DI 500,00 PRIMA DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA?

In questa ipotesi la domanda verrà ritenuta inammissibile

IN CASO DI REGOLARIZZAZIONE DI UN LAVORATORE DOMESTICO QUALE E’ IL REDDITO MINIMO RICHIESTO?

Se il datore di lavoro è una persona fisica, il reddito imponibile non può essere inferiore a 20.000 euro annui, se si tratta di unico componente del nucleo familiare. Se si tratta di nucleo con più membri, il reddito è fissato in 27.000 euro.

Il coniuge ed i parenti entro il 2^ grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi.

UNA PERSONA NON AUTOSUFFICIENTE MA PRIVA DI REDDITO PUO’ REGOLARIZZARE UN LAVORATORE?

No. In questo caso basterà allegare in sede di domanda un certificato medico, rilasciato da una struttura sanitaria pubblica o medico convenzionato che attesti la limitazione dell’autosufficienza.

Data ed estremi del certificato medico dovranno essere riportati nella domanda.

In sede di convocazione presso lo Sportello Unico, dovrà invece essere esibito tale certficato.

PER LA DETERMINAZIONE DEL REDDITO E’ POSSIBILE RICOMPRENDERE ANCHE ALTRE FONTI NON SOGGETTE ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI?

SI. Potrà essere indicato anche un reddito esente da dichiarazione annuale, ad esempio l’assegno di invalidità.

Tale reddito dovrà comunque essere certificato

E’ POSSIBILE REGOLARIZZARE UN BADANTE PER ASSISTERE UNA PERSONA DIVERSA DAL RICHIEDENTE, E CHE VIVE IN CITTÀ DIVERSA DA QUEST’ULTIMO?

Si, ma a domanda deve essere inoltrata allo sportello Unico della Provincia in cui verrà occupato il lavoratore.

I RICHIEDENTI ASILO PER ACCEDERE ALLE PROCEDURE DI REGOLARIZZAZIONE DEVONO RINUNCIARE ALLA DOMANDA DI PROTEZIONE O AL GIUDIZIO?

NO. il cittadino straniero non è tenuto a rinunciare alla richiesta di protezione internazionale

UNA VOLTA OTTENUTO UN PERMESSO DI SOGGIORNO A SEGUITO DI REGOLARIZZAZIONE, IL CITTADINO STRANIERO POTRA’ LAVORARE SOLO SEI SETTORI INDICATI?

No. Tale permesso consentirà di svolgere, in seguito, qualsiasi attività lavorativa, come l’ordinario permesso di soggiorno per lavoro subordinato

E’ POSSIBILE PROCEDERE ALLA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO DI LAVORO NEL CASO IN CUI IL LAVORATORE NON SIA ANCORA IN POSSESSO DI UN DOCUMENTO DI IDENTITÀ IN CORSO DI VALIDITÀ?

No, ma potrà essere richiesto un differimento dell’appuntamento per poter integrare la documentazione.

Al seguente link puoi consultare le Faq: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/faq_2020-nuovo_.pdf

Articolo realizzato per Stranieri in Italia da: Federica Merlo, avvocato

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