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Cancro al seno. “Latinoamericane in Italia più a rischio, pochi controlli”

"Solo il 43% fa la mammografia in età consigliata, contro il 73% delle italiane". I dati presentati in una conferenza a Roma

 
Roma –  24 aprile  2015 – Il cancro al seno si sconfigge, ma va individuato per tempo. Quante donne latinoamericane in Italia lo sanno e agiscono di conseguenza?
 
Il 16 aprile al Teatro Agora di Roma si è tenuta una Conferenza internazionale sul cancro al seno nelle donne migranti latinoamericane in Italia, promossa da Associazione Coordinatrice dei Migranti Ecuadoriani ACOFAME, la Green International e  Fondazione Poly Ugarte dell'Ecuador.
 
Il presidente di ACOFAME, Jenny Poveda, ha aperto la conferenza segnalando un dato preoccupante: "Solo il 43% delle donne migranti si sottopongono a mammografia in età consigliata, rispetto al 73% delle donne italiane". 
 
Le donne straniere sono più esposte al cancro al seno a causa della mancanza di informazioni e di risorse e perché poche si realizzano lo screening oncologico in tempo adeguato. Per queste ragioni, alle donne immigrate di America Latina viene diagnosticato un cancro quasi sempre in stadio avanzato, con un ritardo medio di 12 mesi rispetto alle donne italiane.
 
Alla fine della conferenza è stato annunciato che verrà creata una casa per ospitare il  progetto “Puente rosa”. “Questo ci permetterà di lavorare attivamente e congiuntamente nella prevenzione del tumore al seno per le donne migranti qua in Italia", parole di Andrea Tommassini, ex direttore della fondazione del Teatro dell'Opera di Roma, citato da TCGNews.
 
 
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