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Ricerca: i consumi dei cittadini immigrati

Sui tre milioni di stranieri residenti regolarmente in Italia, il 34% possiede automobili per un terzo nuove, l’11% ha acceso un mutuo, il 15% ha un finanziamento, il 70% preferisce prodotti di marca quando fa la spesa e il 76% frequenta ristoranti e pizzerie

ROMA – E pensare che molti italiani percepiscono gli immigrati diversi da loro e li trovano poco propensi a italianizzarsi. Chi li vuole ancorati alla propria cultura, disinteressati al made in Italy e chiusi nelle proprie comunità di appartenenza, si sbaglia. C’è un’ampia schiera di migranti che adora gli spaghetti, guida una fiat e gioca al Superenalotto. Lo dimostra la ricerca "Marketing – the melting pot" svolta da TomorrowSwg e prodotta da Etnocom etnomarketing. L’indagine presentata ieri è un osservatorio sui consumi degli stranieri che vivono nel Belpaese e si basa sulle abitudini di duemila persone intervistate.

Dei circa tre milioni di immigrati residenti regolarmente in Italia il 34% possiede un automobile per un terzo dei casi nuova, metà usa i mezzi pubblici, l’11% ha acceso un mutuo, il 15% ha un finanziamento, il 70% preferisce prodotti di marca quando fa la spesa (Barilla, Gavazza, Kinder), e il 76% frequenta ristoranti e pizzerie. La Tv è vista dall’84% da quattro a sette volte a settimana, preferendo Canale5 e Italia1 e il 71% legge regolarmente un quotidiano, prevalentemente in italiano. Più spesso si tratta di free press, ma c’è un 30% che tutti i giorni compra il Corriere della sera e La Repubblica. Oltre la metà va al cinema, il 37% – in discoteca, il 61% ama il calcio e il 42% le lotterie (negli ultimi sei mesi il 30% ha comprato ‘gratta e vinci’, il 19% a giocato al Superenalotto). Quanto ai viaggi, il 42% ne ha fatto uno nell’ultimo anno, una metà per visitare i parenti, l’altra per turismo. Insomma, nelle abitudini gli immigrati non si distinguono molto dagli italiani.

Infatti lo stranieri non è più e non è solo quello che fa la spesa nel negozio etnico di quartiere. Il piatto di pasta è sempre più spesso nel suo menù quotidiano. Quasi la totalità dei migranti ha un cellulare, ma solo il 34% ha una linea di telefonia fissa. La stessa percentuale ha la parabola, il 54% si connette ad internet, e chi lo fa da casa per il 72% ha l’Adsl. Metà dei duemila intervistati da TomorrowSwg ha un conto corrente, il 20% usa la carta di credito, più spesso prepagata. Oltre il 70% vive in affitto, mentre il 13% ha una casa di proprietà acquistata nella quasi totalità dei casi accendendo un mutuo bancario.

"Gli extracomunitari – ha osservato Stefano Ghezzi, responsabile della ricerca – vengono considerati o come ‘minaccia’ o come ‘risorsa’ lavorativa, ma la nostra analisi ha voluto considerarli dal punto di vista della domanda. La ricerca rivela aspetti interessanti di una comunità spesso considerata ‘povera’, ma i cui consumi sono uno dei principali veicoli di integrazione. Esiste cioè una ‘maggioranza silenziosa’ della popolazione immigrata – spiega Ghezzi – che non solo lavora e produce, ma si informa sui nostri media, compra i nostri prodotti, fa ricorso al credito e viaggia".

E se gli immigrati sono una risorsa per l’Italia anche in quanto consumatori, la loro presenza sempre più numerosa sta orientando su nuove vie anche la creatività degli operatori del marketing. "Gli stranieri in Italia – ha osservato Giuseppe Albeggiani, di etnocom etnomarketing Italia – rispondono molto bene alle campagne pubblicitarie e promozionali nella loro lingua e distribuite sulle loro testate o sui media che li accompagnano nella vita quotidiana, come le affissioni negli autobus e nelle stazioni ferroviarie".

(19 ottobre 2007)

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