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IMMIGRAZIONE: UILM, INTEGRAZIONE DIVENTI OBBLIGO

(ANSA) – ROMA, 16 gen – L’integrazione dell’immigrato dovrebbe "divenire un obbligo e non un fatto facoltativo. Un dovere che dovrebbe compiere l’immigrato che entra in Italia ed una priorità che dovrebbe entrare nella agenda del Governo": Lo sottolinea la Uil che oggi di immigrazione ha parlato nel proprio comitato centrale. La Uilm ha denunciato i limiti delle leggi che fino ad oggi hanno governato l’immigrazione, dalla Turco Napolitano del 1998 alla Bossi-Fini del 2002. In particolare quest’ultima – afferma la Uilm – mostra i suoi limiti nel contrasto dell’immigrazione irregolare, soprattutto dal punto di vista dell’integrazione. "Va superato una volta per tutte il dibattito – sottolinea il sindacato – su quanti devono essere gli immigrati nel nostro paese. E’ estremamente riduttivo pensare che i problemi dell’immigrazione si possano risolvere o chiudendo i Centri di Permanenza Temporanea da una parte o chiudendo le nostre frontiere dall’altra. La difficoltà di gestione del fenomeno immigratorio in Italia è dovuto proprio alla nostra crisi etica, dei valori e dell’identità nazionale. Il limite dei nostri governi è stato proprio quello dell’incapacità di identificare un modello normativo dell’integrazione". Gli immigrati – secondo la Uilm – non dovrebbero ottenere la cittadinanza solamente con la dimostrazione di aver trascorso un certo numero di anni da residente in Italia. Affinché l’immigrato diventi cittadino italiano – conclude il sindacato – sono necessari criteri che garantiscano la fedeltà allo stato italiano. Alcuni di questi sono la conoscenza della lingua, della cultura della storia e dell’educazione civica italiana, la condivisione dei valori e l’adesione all’identità nazionale. (ANSA).

(16 gennaio 2007)

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