Roma, 10 marzo 2026 – La presenza dei cittadini non comunitari nelle grandi aree urbane italiane continua a crescere e si conferma un elemento strutturale del sistema sociale ed economico del Paese. A evidenziarlo è il nuovo rapporto 2025 sulla presenza dei migranti nelle Città metropolitane, pubblicato dalla Direzione Generale per le Politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, realizzato in collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia.
La nuova edizione del rapporto introduce anche una linea editoriale rinnovata: il materiale è stato raccolto in un unico Quaderno che privilegia sintesi e rappresentazioni grafiche, con l’obiettivo di rendere più immediata la lettura dei dati e delle principali tendenze.
Il documento analizza la presenza dei cittadini non comunitari nelle 14 Città metropolitane italiane – Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia – offrendo uno sguardo territoriale sul fenomeno migratorio e sui percorsi di integrazione sociale e lavorativa. L’analisi fa riferimento principalmente ai dati del 2024, anche se per alcuni indicatori sono stati utilizzati gli ultimi dati disponibili relativi all’anno precedente.
Secondo il rapporto, al 31 dicembre 2024 i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia sono 3.810.741, con un aumento del 5,6% rispetto all’anno precedente. La crescita conferma una tendenza già osservata negli ultimi anni: la componente extra UE rappresenta ormai una presenza stabile nel tessuto demografico italiano, pur con differenze significative tra i diversi territori.
Dal punto di vista geografico emerge una forte concentrazione nel Nord del Paese. Il 60% dei cittadini non comunitari vive nelle regioni settentrionali, con il 35,7% nel Nord-Ovest e il 24,2% nel Nord-Est. Il Centro accoglie il 23,1% delle presenze, mentre il Mezzogiorno e le Isole si fermano rispettivamente al 12,5% e al 4,6%. Tra le aree metropolitane spiccano Milano e Roma, che da sole ospitano oltre un quinto dei cittadini extra UE presenti in Italia: il 13% nel capoluogo lombardo e il 9% nella capitale.
Il quadro delle provenienze appare relativamente equilibrato. I cittadini extra UE arrivano per il 31,4% dall’Asia, per il 29,7% dall’Africa, per il 28,1% dall’Europa e per l’11% dalle Americhe, mentre la quota proveniente dall’Oceania è marginale. Tra le nazionalità più rappresentate figura al primo posto l’Ucraina, che da sola costituisce il 10,3% del totale, anche in seguito agli ingressi registrati dopo l’inizio della guerra nel 2022. Seguono Marocco, Albania e Cina, che insieme rappresentano oltre un quarto delle presenze extra UE.
Per quanto riguarda i titoli di soggiorno, nel 2024 sono stati rilasciati 290.119 nuovi permessi, con una diminuzione del 12,3% rispetto all’anno precedente. I rilasci si concentrano soprattutto nelle principali aree metropolitane: Milano rappresenta il 10,7% del totale, seguita da Roma con il 5,2%, Torino con il 3,7% e Napoli con il 3,4%. Gli ingressi risultano in calo in quasi tutte le città, con alcune eccezioni come Bari, Torino e Cagliari, dove si registrano aumenti significativi.
Nel frattempo continuano a crescere anche le acquisizioni di cittadinanza italiana, che nel 2024 hanno raggiunto quota 199.797, con un incremento dell’1,9%. Oltre la metà dei cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti – il 52,8% – possiede oggi un permesso di soggiorno di lungo periodo, anche se la quota è diminuita negli ultimi anni proprio a causa dell’aumento delle naturalizzazioni.
Il rapporto dedica ampio spazio anche al mercato del lavoro. Nel 2024 i lavoratori non comunitari occupati in Italia sono 1.766.720, pari al 7,4% degli occupati con più di 15 anni. I livelli di occupazione variano però sensibilmente tra le diverse aree metropolitane. I tassi più elevati si registrano a Milano (68,7%), Firenze (68,6%), Roma (66,9%) e Genova (66,3%), mentre valori più bassi emergono nel Sud, con Messina (52,4%), Bari (50%), Napoli (48,3%) e Palermo (44,4%). Anche il tasso di disoccupazione mostra forti differenze territoriali: si passa dal 6,1% di Roma al 27,9% di Napoli.
Un altro ambito in cui la presenza extra UE appare sempre più rilevante è quello imprenditoriale. Alla fine del 2024 le imprese guidate da cittadini non comunitari sono 528.525, pari al 9% del totale nazionale, con una crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Milano guida la classifica con oltre 56 mila imprese, seguita da Roma con 48 mila e da Napoli con oltre 26 mila. Tuttavia, le incidenze percentuali più elevate sul totale delle imprese si registrano a Firenze (15,8%), Genova (15,3%) e Milano (14,5%), segno di un ruolo sempre più rilevante dell’imprenditoria migrante nei sistemi economici locali.
Il rapporto completo sulla presenza dei migranti nelle città metropolitane è disponibile online sia sul Portale Integrazione Migranti sia sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il documento rappresenta uno strumento di analisi utile per comprendere l’evoluzione del fenomeno migratorio nelle grandi aree urbane italiane e per orientare le politiche pubbliche in materia di integrazione, lavoro e sviluppo territoriale.


