Roma, 11 febbraio 2026 – Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva due modifiche al regolamento Ue sulle procedure di asilo con l’obiettivo dichiarato di velocizzare l’esame delle richieste di protezione internazionale.
La novità principale è l’introduzione di una lista comune di “Paesi di origine sicuri”. Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia saranno considerati sicuri a livello europeo. Le domande di asilo presentate dai cittadini di questi Stati saranno quindi esaminate con procedura accelerata.
Questo significa che le richieste potranno essere valutate in tempi più brevi, sulla base della presunzione che, in linea generale, nei Paesi indicati non vi siano persecuzioni sistemiche tali da giustificare automaticamente la protezione. Resta comunque la possibilità di valutare situazioni individuali specifiche.
Anche i Paesi candidati all’adesione all’Unione europea saranno presunti sicuri, salvo circostanze particolari.
Hub per migranti nei Paesi terzi
Le nuove norme consentono inoltre agli Stati membri di concludere accordi con Paesi terzi per l’esame delle domande di asilo in hub situati fuori dal territorio dell’Unione.
In pratica, le richieste potrebbero essere analizzate “in loco”, prima dell’ingresso nello spazio Ue. L’obiettivo è ridurre la pressione sui sistemi nazionali di accoglienza e rendere più efficiente la gestione dei flussi migratori, anche attraverso una maggiore cooperazione con Stati partner.
Il tema degli hub esterni resta politicamente sensibile, perché incide sull’equilibrio tra controllo delle frontiere, diritto d’asilo e responsabilità condivisa tra Stati membri.
Un cambio di approccio nella gestione delle domande
Con questo voto, il Parlamento europeo imprime un’accelerazione all’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo, puntando su due strumenti chiave: procedure più rapide per i cittadini provenienti da Paesi considerati sicuri e possibilità di esternalizzare parte dell’esame delle domande.
L’obiettivo politico è chiaro: rendere il sistema più veloce e prevedibile, distinguendo in tempi più brevi tra chi ha diritto alla protezione e chi no.
Una volta completato l’iter formale con il Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il regolamento entrerà in vigore, incidendo direttamente sulle modalità con cui gli Stati membri gestiscono le richieste di asilo nei prossimi anni.


