Roma, 12 febbraio 2026 – Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che introduce una riforma complessiva in materia di immigrazione e protezione internazionale, dando attuazione al Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024. Il testo, per il quale è stata chiesta una sollecita calendarizzazione in Parlamento, punta a rafforzare il contrasto all’immigrazione irregolare e a rendere più rigorosa la gestione dei flussi migratori.
Il provvedimento si articola in due parti: una con norme immediatamente operative dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’altra con una delega al Governo per adottare, entro sei mesi, i decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive europee e all’adeguamento ai nuovi regolamenti Ue.
Contrasto all’immigrazione irregolare e difesa dei confini
Uno dei pilastri del disegno di legge riguarda il rafforzamento delle misure di prevenzione alle frontiere, con l’obiettivo dichiarato di ridurre drasticamente le partenze e gli ingressi irregolari.
In attuazione del Regolamento (UE) 2024/1359, vengono definite procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio o strumentalizzato di migranti. È prevista la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali in presenza di gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale.
Viene inoltre disciplinato in modo più dettagliato il trattenimento dello straniero durante l’esame della domanda di protezione internazionale, mentre si ampliano i casi in cui il giudice può disporre, con sentenza di condanna, l’espulsione o l’allontanamento. Per gli stranieri detenuti è prevista una procedura accelerata per l’esecuzione dell’espulsione.
Il testo introduce anche una procedura di rimpatrio alla frontiera, da svolgersi direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, per consentire l’allontanamento immediato di persone provenienti da Paesi considerati sicuri o con domande manifestamente infondate.
Sul fronte del controllo delle rotte migratorie, viene istituito un sistema di sorveglianza integrata delle frontiere esterne, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee, tra cui Frontex.
Protezione complementare e ricongiungimenti familiari: criteri più stringenti
Il ddl interviene anche sulle forme di protezione complementare e sui ricongiungimenti familiari, con l’obiettivo di limitare possibili abusi.
Per la protezione complementare vengono definite con maggiore precisione le condizioni che attestano l’effettiva esistenza di legami familiari e di integrazione sociale. L’accertamento dovrà basarsi sulla natura concreta dei vincoli, sulla durata del soggiorno in Italia e sui legami con il Paese d’origine. È escluso il rilascio del titolo in presenza di condanne che attestino la pericolosità sociale del richiedente.
Per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari, la delega al Governo prevede criteri più rigorosi per identificare i familiari aventi diritto, riservando l’accesso ai benefici a chi si trovi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e sia privo di adeguato sostegno nel Paese di origine.
Accoglienza, sanzioni e controlli
Le norme immediatamente precettive intervengono anche sul sistema di accoglienza. Le prestazioni saranno condizionate alla permanenza effettiva del richiedente nel centro assegnato. La violazione delle regole di convivenza o la disponibilità di mezzi economici sufficienti potranno comportare la revoca immediata delle misure o l’obbligo di rifusione dei costi sostenuti dallo Stato.
Sono inoltre inasprite le sanzioni per l’inosservanza degli ordini di allontanamento e vengono potenziati i poteri della polizia giudiziaria per l’identificazione di chi occulta la propria identità o nazionalità.
Attuazione del Patto Ue e adeguamento al nuovo sistema europeo di asilo
Il disegno di legge rappresenta il quadro normativo per l’integrazione dell’ordinamento italiano nel nuovo Sistema europeo comune di asilo (CEAS). Il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi per il recepimento della direttiva (UE) 2024/1346, volta a uniformare le condizioni di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale nell’Unione.
Sono inoltre previsti adeguamenti ai Regolamenti (UE) 2024/1347 e 2024/1348, che disciplinano rispettivamente le qualifiche per la protezione internazionale e la procedura comune di esame delle domande, con l’obiettivo di rendere i processi più rapidi e uniformi.
Infine, il testo prevede l’adeguamento al Regolamento (UE) 2024/1358 sul potenziamento del sistema EURODAC e al Regolamento (UE) 2024/1351 sulla gestione dell’asilo e della migrazione (RAMM), rafforzando gli strumenti di identificazione biometrica e coordinamento europeo.
Con questo intervento normativo, il Governo punta a riorganizzare in modo strutturale il sistema migratorio nazionale, in coerenza con il nuovo assetto europeo, segnando una fase di maggiore integrazione tra politiche nazionali e quadro comunitario in materia di asilo e migrazione.


