Roma, 17 dicembre 2025 – Al 31 ottobre 2025, nell’Unione europea erano 4,3 milioni i cittadini non UE fuggiti dall’Ucraina che beneficiavano dello status di protezione temporanea, introdotto dopo l’inizio della guerra di aggressione russa. Rispetto alla fine di settembre 2025, il numero complessivo è leggermente diminuito di 6.170 persone (-0,1%), segnalando una sostanziale stabilità del fenomeno.
Secondo i dati Eurostat, i Paesi che ospitano il maggior numero di beneficiari restano Germania, Polonia e Cechia. In particolare, la Germania accoglie 1.229.960 persone, pari al 28,6% del totale UE, seguita dalla Polonia con 965.005 beneficiari (22,5%) e dalla Cechia con 393.005 persone (9,1%).
L’Italia si colloca su livelli decisamente più contenuti: al 31 ottobre 2025 i beneficiari di protezione temporanea censiti erano 56.490, pari ad appena l’1,3% del totale europeo. Un dato nettamente inferiore rispetto agli oltre 170 mila ingressi di profughi ucraini registrati fino a giugno 2023, ultimo dato ufficiale disponibile, segno di una riduzione significativa delle presenze nel sistema italiano di accoglienza.
Nel solo mese di ottobre 2025, i Paesi UE hanno adottato 74.175 nuove decisioni di concessione della protezione temporanea, il secondo valore mensile più alto del 2025, subito dopo il picco di settembre (79.525 decisioni). L’aumento è collegato a un decreto del governo ucraino di fine agosto 2025, che ha consentito agli uomini tra i 18 e i 22 anni di lasciare il Paese senza impedimenti, incidendo direttamente sui flussi in uscita.
Rapportando i beneficiari alla popolazione residente, i tassi più elevati per mille abitanti si registrano in Cechia (36,0), Polonia (26,4) ed Estonia (25,5), mentre la media UE si attesta a 9,5 beneficiari per mille abitanti, evidenziando forti differenze territoriali nella distribuzione dell’accoglienza.
Dal punto di vista demografico, al 31 ottobre 2025 i cittadini ucraini rappresentavano oltre il 98,4% dei beneficiari della protezione temporanea nell’UE. Le donne adulte costituivano il 43,8%, i minori quasi un terzo (30,8%), mentre gli uomini adulti erano il 25,5%, un dato in crescita rispetto alle fasi iniziali del conflitto.
Il quadro normativo resta quello definito dalla Decisione di esecuzione del Consiglio 2022/382 del 4 marzo 2022, che ha riconosciuto l’esistenza di un afflusso massiccio di persone sfollate dall’Ucraina e attivato il meccanismo di protezione temporanea a livello europeo. Il 13 giugno 2025, il Consiglio europeo ha inoltre deciso di prorogare la protezione dal 4 marzo 2026 al 4 marzo 2027, confermando l’approccio dell’UE a una gestione di medio periodo della crisi umanitaria legata al conflitto.


