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Sequestro di migranti, cosa rischia veramente Salvini?

Roma, 13 febbraio 2020 – Il Senato ha dato il sì definitivo all’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, accusato dal tribunale di Catania di sequestro di persona aggravato per le vicende che risalgono al caso Gregoretti dell’estate 2019: l’allora ministro dell’Interno aveva impedito in quell’occasione per più di tre giorni lo sbarco di 131 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale dalla nave della Marina militare Gregoretti. 

Una vicenda che ha seguito un iter completamente diverso rispetto a quella del caso di Diciotti, dove pure era stata chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. La Lega era però all’epoca al governo e poteva contare sull’aiuto del Movimento Cinque Stelle, situazione ora completamente cambiata dopo lo strappo voluto, ironia della sorte, dallo stesso leader della Lega nel corso dell’estate 2019. Lo stesso ex ministro, consapevole di non avere i numeri per evitare il processo, ha chiesto ai suoi parlamentari di non impedire che la giustizia faccia il suo corso.

Cosa succederà ora? Il Tribunale dei ministri deve trasmettere tutti gli atti al tribunale ordinario del capoluogo competente per il territorio, che per il caso Gregoretti è quello di Catania. Poi, potrebbero aprirsi diversi scenari. Bisognerà innanzitutto stabilire se quella di Salvini è un’imputazione “coatta”, e quindi i magistrati saranno obbligati a sollecitare il rinvio a giudizio, o se invece potranno chiedere nuovamente l’archiviazione. In ogni caso, a decidere sarà il tribunale per le indagini preliminari.

La palla passa ora al procuratore Carmelo Zuccaro, ma il futuro non è facile da prevedere. Lo stesso magistrato aveva infatti sollecitato l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti di Salvini, sostenendo che non ci fosse stato alcun sequestro di persona nella vicenda della nave bloccata. Il tribunale dei ministri aveva invece rilevato una violazione penale e trasmesso gli atti a Palazzo Madama.

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