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Modifiche ai decreti sicurezza, il 9 luglio l’incontro decisivo nel Governo

Rima, 2 luglio 2020 – Tre incontri non sono bastati per trovare l’accordo tra le forze di maggioranza su un un testo condiviso che superi i decreti Salvini. Ce ne sarà un quarto, il 9 luglio.

Al tavolo del Viminale è emersa la volontà dei Cinquestelle di procedere a modifiche sostanziali, dopo il ‘muro’ iniziale. Al prossimo confronto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese si presenterà con un nuovo testo che conterrà diversi ‘desiderata’ dei quattro partiti che sostengono il Governo. Improbabile, però, che il dl sia portato in Consiglio dei ministri prima di settembre: l’ingorgo parlamentare ne metterebbe a rischio la conversione.

Giuseppe Brescia, che sta seguendo il tavolo per i Cinquestelle, spiega: “vogliamo un decreto ordine e integrazione, perché solo ordine e integrazione creano vera sicurezza”. La proposta M5S mira in particolare a “ridurre drasticamente i 5mila centri di accoglienza straordinaria (Cas) presenti in Italia e riorganizzare il sistema dell’accoglienza”.

Via dunque i grandi centri (limite di 100 posti al massimo) a favore delle piccole strutture diffuse sul territorio, sul modello dello Sprar, cancellato da Salvini per realizzare il Siproimi aperto ai soli rifugiati. I pentastellati sostengono inoltre la convertibilità di tutti i permessi di soggiorno in permessi per motivi di lavoro, la concessione del soggiorno anche per “comprovata integrazione quando lo straniero abbia dimostrato di essere radicato nel territorio nazionale e integrato”, il calo delle sanzioni alle navi ong, ora fino ad un milione di euro, ad una somma tra i 10 i 50mila euro.

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