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Al cinema arriva “Billo”, la storia di un’integrazione riuscita

Una coproduzione italo-senegalese, ispirata alla vita del protagonista Thierno Thiam

Roma – 17 settembre 2008 – Un viaggio attraverso l’Italia di oggi vista dagli occhi di un immigrato, extracomunitario e musulmano. Una commedia piena di ironia, sentimenti, colpi di fortuna, ma anche vitalità, ottimismo e determinazione sul confronto-scontro tra tradizioni diverse, in un’Italia divisa tra rifiuto e accettazione dello straniero. Tra due giorni sui grandi schermi di alcune delle maggiori città italiane approda “Billo, il Grand Dakhaar”, la storia vera – un po’ romanzata – di una integrazione riuscita, quella del senegalese Thierno Thiam, più conosciuto da chi segue la tv italiana come Billo.

Il film diretto da Laura Muscardin è coprodotto da Youssou N’Dour. Il musicista senegalese di fama internazionale è anche autore della colonna sonora, per la quale ha composto la versione senegalese della famosa canzone di Romolo Balzani "Il barcarolo romano" – "Borom Gaal" vincendo il premio Best Music al New York Syracuse Film Festival 2007. La produzione è realizzata da Marco Bonini e Jacques Lipkau Goyard con la formula innovativa The Coproducers (un contratto collettivo che vede tutti i partecipanti – cast tecnico e artistico – come unici proprietari della pellicola) ed è la prima coproduzione italo-senegalese.

“Il progetto è nato tre, quattro anni fa – racconta Laura Muscardin – quando Marco Bonini ha dato vita alla sceneggiatura insieme a Mbacke Gadji, scrittore senegalese che vive da anni a Milano. Abbiamo voluto parlare di immigrazione in modo diverso rispetto a quello solitamente usato evidenziando gli aspetti più positivi e non la drammaticità. Il film, che esalta il diritto di cittadinanza universale e quello di determinare il proprio destino, affronta la realtà migratoria, con l’intenzione di farla scoprire agli italiani e farla rivivere agli immigrati in una cornice ottimistica”.

La regista parla dunque di una “formula capace di avvicinare maggiormente le persone al tema”, raccontando la storia di “uno che riesce a integrarsi e a superare la difficoltà dell’essere e non essere parte di due paesi diversi”. “E per la prima volta – osserva Muscardin – gli immigrati senegalesi, e non solo loro, potranno veder raccontata la loro storia dal loro punto di vista. Una parte della trama si svolge in Senegal, dunque ci sono parti recitate in wolof, con i sottotitoli in italiano. Il cast è infatti per metà italiano e per metà senegalese: il film è una sorta di immigrato anche lui”.

La pellicola, che approda nelle sale italiane il 19 settembre al Nuovo cinema Aquila, nel quartiere multietnico del Pigneto, a Roma, è stata premiata come miglior film al “Festival de Villerupt” al “Festival du Cinéma Italien de Paris” e al “Temecula Valley International Film Festival” e ha vinto il premio per la migliore colonna sonora al “Syracuse International Film Festival”, mentre Jacques LIpkau Goyard e Marco Bonini hanno ricevuto il “Migrazioni” al “Sicilian Film Festival” di Miami.

La trama
‘Billo, Il Grand Dakhaar’ narra la storia di Thierno Thiam (oggi attore di cinema e fiction) che, con in tasca il diploma di sarto, si imbarca clandestino per l’Italia con la speranza di far fortuna nel campo della moda e tornare ricco al suo paese. Troverà l’aiuto di alcuni connazionali e di alcuni italiani, ma anche la diffidenza di molti e una sorta di ostilità nelle forze dell’ordine, sempre in allerta contro il terrorismo.

Dopo mille peripezie (viene coinvolto in una retata e, dopo essere stato rilasciato con in mano un foglio di via, viene derubato dei pochi risparmi), Thierno – diventato Billo per gli italiani – riuscirà a risollevarsi grazie a un lavoro come tappezziere e all’amore per Laura. Il problema è che in Senegal Billo ha lasciato una promessa sposa (Fatou, sua cugina e figlia del medico del villaggio) e la madre lo richiama a Dakar. Proprio quando Laura annuncia con gioia di essere incinta e di volerlo sposare.

Così, in bilico tra due paesi, due culture e due donne ugualmente amate, il protagonista dovrà cercare una soluzione.

Antonia Ilinova 

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