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Biondo (UIL): “Decreto Flussi 2024 a rischio flop senza correttivi strutturali”

Roma, 7 luglio 2025 – “Il Decreto flussi, nel 2024, ha prodotto meno dell’1% di contratti regolari sulle domande presentate.” Un dato allarmante, secondo Santo Biondo, segretario confederale della UIL, che denuncia con fermezza l’inefficienza dell’attuale sistema di ingresso per motivi di lavoro e il rischio concreto di un nuovo fallimento, se non verranno introdotte riforme strutturali.

“Senza correttivi – ha affermato Biondo – il sistema favorisce il malaffare, non la buona occupazione.” Il sindacato punta il dito contro il click day, definito “una lotteria” che premia faccendieri e intermediari opachi invece di rispondere ai reali fabbisogni del mercato del lavoro. La UIL propone di sostituirlo con una graduatoria a punteggio, basata su criteri oggettivi, affidabilità e coerenza con la domanda di manodopera.

Un’altra priorità è il controllo dell’affidabilità finanziaria dei datori di lavoro che presentano domanda. Secondo Biondo, inoltre, ampliare le quote gestite dalle associazioni imprenditoriali contribuirebbe a migliorare l’efficienza e a rafforzare il radicamento territoriale delle procedure.

La denuncia del sindacato si estende anche al livello istituzionale: serve rafforzare la macchina amministrativa, con personale qualificato, monitoraggio ex post, valutazioni sistemiche e, soprattutto, una piena digitalizzazione delle procedure, che garantisca trasparenza e riduzione dei tempi per il rilascio dei visti.

Ma il collo di bottiglia più grave si registra all’estero: “Nel 2024 l’80% dei nulla osta concessi si è arenato nella rete consolare”, ha sottolineato Biondo, invocando un intervento urgente per potenziare consolati e ambasciate, che restano fondamentali per garantire la funzionalità del sistema.

“Ci auguriamo che l’Esecutivo corregga subito le distorsioni e le criticità del Decreto Flussi,” ha concluso il segretario UIL. “Senza un cambiamento radicale, rischiamo di replicare i clamorosi fallimenti del passato.”

L’allarme lanciato dalla UIL arriva mentre l’Italia continua a scontrarsi con una cronica carenza di manodopera in diversi settori, dall’agricoltura all’industria, dal turismo all’assistenza familiare. E senza un sistema di gestione dei flussi migratori credibile, equo ed efficiente, il rischio è che, ancora una volta, a prevalere siano il caos, lo sfruttamento e la criminalità organizzata.

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