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Cittadinanza. Gli alleati a Berlusconi: “No alla riforma per le seconde generazioni”

Maroni (Lega Nord): “Ius soli? Uno stravolgimento del tessuto sociale”. Storace (La Destra): “Il Cavaliere parla per sé. Non è nel programma,  mica siamo il partito di Fini”

Roma – 12 febbraio 2013 – Le timide e tardive aperture del Cavaliere a una riforma della legge sulla cittadinanza che renda italiani i figli degli immigrati si scontrano con il secco no dei suoi alleati. Nessuna sorpresa (anche il leader del Pdl lo aveva messo in conto ) ma la conferma che, se la destra tornasse al governo, le seconde generazioni avrebbero ben poco da sperare.

Ieri ha parlato Roberto Maroni, segretario della Lega Nord e candidato alla presidenza della Regione Lombardia: “Noi siamo per mantenere il principio dello ius sanguinis attualmente in vigore: tu sei cittadino italiano se sei figlio di cittadini italiani e non se nasci in Italia” ha spiegato in un’intervista all’ Adn Kronos.

“Penso –ha aggiunto – che [lo ius soli n.d.r.] sarebbe uno stravolgimento inaccettabile che comporterebbe l’afflusso di massa di cittadini extracomunitari, Perché se il figlio nasce qui e diventa italiano e ottiene il diritto di voto, con i genitori cosa fai, li rimandi indietro? Non puoi. Dopodiché, con i ricongiungimenti familiari, nel giro di pochi anni avremmo uno stravolgimento del nostro tessuto sociale”.

Una posizione confermata ieri anche dai consiglieri comunali del Carroccio a Bologna. La delegazione padana è infatti uscita per protesta dall’aula quando è stato votato un ordine del giorno che conferisce la cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati, mentre il Pdl votava contro.

Anche Francesco Storace, leader di La Destra e candidato anche dal Pdl alla presidenza della Regione Lazio si sfila. ''Berlusconi ha detto bene, 'secondo me', non ha potuto dire 'secondo noi', perché nel programma di centrodestra questa roba non c'e'. Bastava iscriversi al partito di Fini per stabilire quel tipo di diritto''. Ha detto ieri  nel corso della tribuna elettorale su Rai 2.

''Nel programma del centrodestra – ha aggiunto Storace  – ci sono cose ancora piu' interessanti sull'immigrazione . C'e' un passaggio importante: la preferenza nazionale. Oggi il nostro e' un Paese accogliente, che deve accogliere chi viene dall'Africa, chi ha fame e non ha il pane in casa sua. Ma, si dice che oggi il problema e' rappresentato dalle famiglie italiane che fanno la fila alla Caritas''.
 

EP

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Più informazioni dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Roma

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