Roma, 9 dicembre 2025 – Il lavoro domestico entra in una nuova fase. Con il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale per colf, badanti e baby sitter – firmato il 28 ottobre 2025 e in vigore dal 1° novembre – arrivano aumenti salariali, più tutele e una revisione complessiva del settore, che coinvolge centinaia di migliaia di famiglie italiane. Le prime ricadute economiche scatteranno dal 1° gennaio 2026, quando i costi per i datori di lavoro inizieranno a crescere in modo graduale ma significativo.
Il nuovo contratto, valido fino al 31 ottobre 2028, viene definito dalle parti sociali come “moderno e inclusivo”: punta a migliorare le condizioni di lavoratrici e lavoratori – in larga maggioranza donne e migranti – e allo stesso tempo a dare maggiore stabilità e professionalità a un comparto indispensabile per l’assistenza familiare.
Aumenti in busta paga: quanto e per chi
Gli incrementi retributivi riguardano tutte le figure dell’assistenza familiare: colf, badanti e baby sitter. Il livello di riferimento BS vedrà un aumento complessivo di 100 euro lordi al mese, distribuito nell’arco di tre anni:
- +40 euro dal 1° gennaio 2026
- +30 euro dal 1° gennaio 2027
- +15 euro dal 1° gennaio 2028
- +15 euro dal 1° settembre 2028
Ma questi non sono gli unici ritocchi. Il contratto prevede anche il recupero dell’adeguamento al costo della vita accumulato tra il 2021 e il 2025: 135,75 euro per il livello BS.
In concreto, tra nuovi minimi salariali, rivalutazione Istat e maggiori contributi, le famiglie potrebbero arrivare a sostenere oltre 230 euro in più al mese rispetto al 2025, soprattutto nei livelli di inquadramento più diffusi.
Un settore che cambia volto
Il nuovo Ccnl introduce anche miglioramenti dal punto di vista delle tutele: più sicurezza sul lavoro, percorsi formativi e l’avvio della previdenza complementare dedicata agli assistenti familiari. Una novità importante per una categoria storicamente fragile e spesso poco protetta.
L’obiettivo è favorire professionalità, continuità e riconoscimento del ruolo sociale svolto da chi assiste anziani, malati e bambini nelle case italiane.
Cosa resta per le famiglie: detrazioni e sostegni
Non tutto è aumento di costi. Le famiglie continueranno a beneficiare degli strumenti fiscali già in vigore:
- Detrazioni fino a 1.549,37 euro l’anno per le spese sostenute per colf e badanti.
- Deduzioni fino a 1.549 euro dei contributi previdenziali versati per ogni collaboratore.
- Bonus baby sitter e crediti contributivi per l’assistenza agli anziani, che il Ministero del Lavoro ha anticipato saranno confermati nella nuova Legge di bilancio.
Questi strumenti, se utilizzati correttamente, possono ridurre in modo sensibile l’impatto dell’aumento salariale per le famiglie.
Una riforma attesa da anni
Il rinnovo del contratto arriva dopo un lungo periodo di stagnazione. L’assistenza familiare è oggi una delle infrastrutture sociali più importanti del Paese, soprattutto in un’Italia che invecchia rapidamente e dove i servizi pubblici faticano a coprire la domanda. Per questo il Ccnl punta a rafforzare la dignità professionale delle lavoratrici e stabilizzare un mercato spesso segnato dall’irregolarità.
Gli aumenti in busta paga rappresentano così non solo un costo maggiore per le famiglie, ma anche un investimento nel lavoro domestico, che resta una delle colonne portanti del welfare reale.


