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Consiglieri aggiunti blindati, aspettando la fine

Roma: sì alla proroga fino al 2011. Ma andranno a casa prima, se nasce la Consulta voluta da Alemanno Roma – 14 novembre 2008 – I consiglieri aggiunti di Roma conserveranno il posto fino al 2011. A patto che per quella data la loro carica esista ancora.

Superato l’ostruzionismo di Francesco Storace (59 emendamenti, tutti bocciati), e con buona pace di chi chiedeva  nuove elezioni, alle 4 di mattina di mercoledì l’aula Giulio Cesare ha approvato la delibera che separa la sorte dei consiglieri aggiunti da quella degli altri consiglieri comunali.

Secondo il vecchio regolamento, rinnovando il Campidoglio si dovevano rileggere anche i  consiglieri aggiunti. Defunta l’ amministrazione Veltroni, era insomma tempo di andare alle elezioni anticipate anche per rimettere in palio le poltrone oggi occupate da Victor Emeka Okeadu, Romulo Salvador Sabio, Madisson Bladimir Godoy Sanchez e Tetyana Kuzyk.

Ma con la delibera firmata dai diretti interessati e da una rappresentanza trasversale di colleghi consiglieri, il regolamento è cambiato:  “Le elezioni dei consiglieri aggiunti si tengono nel quinto anno solare successivo a quello in cui si sono svolte quelle precedenti, indipendentemente dalla durata del Consiglio cui  appartengono”.  Vale da subito, quindi gli attuali consiglieri, eletti alla fine del 2006, rimarranno al posto loro fino al 2011.

Per giustificare questa scelta, la delibera dice che i consiglieri aggiunti esprimono “una rappresentanza diversa” rispetto agli altri consiglieri, anche in relazione  “alla loro posizione” in Consiglio e  “alle prerogative da essi esercitate”.  Il passaggio è pericoloso, perché smonta l’idea alla base della nascita dei consiglieri aggiunti: uguali agli altri consiglieri se non per il diritto di voto, precluso dalle leggi nazionali.

Addio Consiglieri?
Fatto sta che molto probabilmente la proroga varata mercoledì durerà meno del previsto.

Se le proposte di Storace sono state tutte bocciate, è infatti passato l’unico emendamento della maggioranza, secondo il quale gli attuali consiglieri rimarranno in carica fino al 2011 “salvo che prima di tale data intervenga una nuova forma di regolamentazione organizzata delle forme di partecipazione e di rappresentanza delle comunità straniere alla vita del Comune, tale da rendere necessaria la fissazione di un termine ridotto”.

Ma qual’è quest’altra forma di rappresentanza? La Consulta delle comunità straniere più volte annunciata da Alemanno, che secondo alcune anticipazioni avrà poteri ridimensionati rispetto ai consiglieri aggiunti e per la cui costituzione non è scontato che si ricorra al voto diretto di tutti i residenti stranieri.

Uno scenario confermato,mercoledì, anche dal consigliere PdL Federico Guidi: “I consiglieri aggiunti non servono a molto, – ha detto – né a loro stessi, né alla città, né al mondo dell’immigrazione che dovrebbero rappresentare. Il problema non è quindi se e quando rinnovarne l’incarico, bensì di modificare drasticamente la loro capacità di rappresentanza”.

Secondo Guidi  la proroga “evita di sprecare denaro pubblico per reiterare un’elezione inutile”. Ma “dovrà essere utilizzata per ricercare un altro metodo di rappresentanza per il mondo dell’immigrazione romana, quale potrebbe essere una consulta delle comunità straniere, dotata di poteri consultivi e di proposta".

Elvio Pasca
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