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Decreto Flussi. Ingresso regolare dei lavoratori stranieri: verso una nuova programmazione per il triennio 2026-2028

Roma, 30 luglio 2025 – Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha presentato ieri, nel corso di un’audizione presso il Comitato parlamentare di controllo su Schengen e immigrazione, un quadro aggiornato sul tema degli ingressi regolari per lavoro in Italia, delineando anche le prospettive di riforma del sistema attuale.

Al centro dell’intervento, la pubblicazione dello schema di decreto flussi 2026-2028, approvato in via preliminare il 30 giugno e accompagnato da una relazione illustrativa. Il testo, disponibile sul sito del governo, definisce la programmazione dei flussi d’ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il prossimo triennio: 164.850 ingressi nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028.

La determinazione delle quote di ingresso si basa sulle richieste delle Parti Sociali, per la prima volta raccolte a livello regionale e settoriale dal Ministero del Lavoro, con il supporto del sistema Excelsior di Unioncamere.

Attualmente, lo schema di DPCM è all’esame della Conferenza Unificata, che dovrà esprimere il proprio parere prima del passaggio alle Commissioni parlamentari. L’auspicio del governo è che il Consiglio dei Ministri possa deliberare in via definitiva entro metà settembre, così da consentire l’entrata in vigore del decreto in tempo utile per l’avvio della precompilazione delle domande di nulla osta al lavoro a partire da ottobre 2025.

Sul fronte delle riforme, Mantovano ha sottolineato la necessità di superare i limiti del sistema delle quote e dei click day, pur riconoscendo che rinunciare del tutto alle quote è difficile. L’obiettivo è ridurre significativamente gli ingressi vincolati alle quote, permettendo che le domande di nulla osta possano essere presentate tutto l’anno, senza limiti numerici.

Tra le novità già avviate:

  • un canale di ingresso extra quota per chi completa programmi di formazione professionale e linguistica all’estero: oltre 50 progetti in più di 20 Paesi, con 6.000 lavoratori coinvolti, di cui 1.055 già formati;
  • ingressi fuori quota per lavoratori destinati al settore dell’assistenza familiare e sociosanitaria per persone con disabilità e anziani fragili;
  • conversioni fuori quota in permessi di lavoro da altri tipi di permesso già esistenti.

Infine, Mantovano ha annunciato l’intenzione di istituire un nuovo canale extra quota per i profili più richiesti dal mercato del lavoro, i cosiddetti profili “ad alta tensione lavorativa”, che andrebbero a integrare le nuove blue card europee, i canali formativi esteri e gli altri meccanismi di ingresso semplificato. Sul piano organizzativo, il governo è impegnato a rafforzare le capacità amministrative degli uffici coinvolti, per una risposta più efficiente alle crescenti esigenze del mercato del lavoro e della mobilità internazionale.

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