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Frontex: a gennaio crollano del 60% gli ingressi irregolari nell’Ue, ma triplicano le vittime nel Mediterraneo

Roma, 16 febbraio 2026 – A gennaio si registra un drastico calo degli attraversamenti irregolari alle frontiere dell’Unione europea. Secondo i dati preliminari diffusi da Frontex, i rilevamenti complessivi sono scesi a circa 5.500, segnando una diminuzione del 60% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Un dato significativo che, tuttavia, si accompagna a un aumento drammatico del costo umano lungo le rotte migratorie.

Mediterraneo centrale: -67% di arrivi

Particolarmente marcata la flessione sulla rotta del Mediterraneo centrale, la principale direttrice verso l’Italia. Qui gli attraversamenti rilevati sono stati 1.166, con un calo del 67% su base annua.

Secondo l’Agenzia europea, a incidere sono state soprattutto le condizioni meteo avverse: forti tempeste invernali, mare agitato e venti intensi lungo i confini terrestri hanno reso le partenze più difficili e i viaggi ancora più pericolosi.

Le difficoltà climatiche non hanno però fermato le reti di trafficanti, che hanno continuato a far salpare imbarcazioni sovraffollate e non idonee alla navigazione, spesso in condizioni estreme di freddo e con mare mosso.

Triplicate le vittime: oltre 450 morti in un mese

Se gli arrivi diminuiscono, il numero delle vittime aumenta in modo allarmante. Secondo le stime dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), nel solo mese di gennaio più di 450 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo: un dato triplo rispetto a gennaio 2025.

Un bilancio che conferma come la riduzione degli sbarchi non equivalga automaticamente a una diminuzione del rischio. Al contrario, le condizioni ambientali più ostili possono moltiplicare i pericoli per chi tenta la traversata.

Le rotte più attive

La rotta più battuta nel mese è stata quella del Mediterraneo orientale, con quasi 1.900 arrivi, pari a circa un terzo del totale degli ingressi irregolari nell’Ue. Anche in questo caso si registra comunque un calo del 50% rispetto all’anno precedente.

Le rotte del Mediterraneo occidentale e centrale hanno contato ciascuna circa 1.200 arrivi, mentre la rotta dell’Africa occidentale ha segnato la diminuzione più marcata, con un -79%.

Nazionalità e controlli

Le nazionalità più frequentemente individuate tra i migranti sono state afghana, algerina e bengalese, anche se molte verifiche risultano ancora in corso.

Frontex, che dispone di oltre 3.000 agenti dispiegati lungo le frontiere esterne dell’Unione, continua a supportare le autorità nazionali nelle attività di controllo e nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare, anche in condizioni operative particolarmente complesse.

Meno arrivi, ma crisi ancora aperta

Il forte calo percentuale registrato a gennaio rappresenta un dato rilevante sul piano statistico e politico. Tuttavia, l’incremento delle vittime ricorda come la questione migratoria resti una delle sfide più delicate per l’Europa: meno attraversamenti non significano automaticamente meno sofferenza.

Il Mediterraneo, ancora una volta, si conferma una delle frontiere più fragili e drammatiche del continente.

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