Roma, 14 agosto 2026 – Gli ingressi irregolari attraverso le frontiere esterne dell’Unione europea sono diminuiti sensibilmente nei primi sette mesi del 2026. Secondo i dati preliminari diffusi da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, tra gennaio e luglio sono stati registrati circa 61mila attraversamenti, il 37% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il dato complessivo evidenzia quindi una significativa riduzione della pressione migratoria, ma presenta forti differenze a seconda delle rotte utilizzate.
La rotta del Mediterraneo orientale resta quella maggiormente interessata dagli arrivi, con 20.232 rilevamenti, in calo del 28% rispetto all’anno precedente. Segue il Mediterraneo centrale, dove gli attraversamenti sono stati 16.454: una diminuzione del 55%. Le due rotte, considerate insieme, rappresentano circa il 60% degli ingressi irregolari registrati alle frontiere esterne dell’Unione. Per il Mediterraneo centrale, la Libia resta il principale Paese di partenza.
Il quadro cambia però osservando il Mediterraneo occidentale, l’unica tra le principali rotte migratorie europee a mostrare una crescita. Nei primi mesi del 2026 sono stati registrati 11.217 attraversamenti, con un incremento del 37% su base annua. Di questi, 8.648 sono avvenuti via mare, mentre 2.569 sono stati rilevati via terra fino alla fine di giugno.
Si tratta di un elemento particolarmente significativo alla luce delle recenti tensioni migratorie nell’area di Ceuta. Frontex precisa tuttavia che gli episodi eccezionali verificatisi nell’enclave spagnola alla fine di luglio non sono ancora compresi nelle statistiche diffuse dall’Agenzia.
La flessione più marcata riguarda invece la rotta dell’Africa occidentale, che registra 4.682 attraversamenti, il 60% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In diminuzione anche la rotta dei Balcani occidentali, con 4.910 ingressi (-26%), e quella della frontiera terrestre orientale dell’Unione, dove i rilevamenti sono stati 3.209 (-44%).
Secondo Frontex, alla diminuzione complessiva hanno contribuito diversi fattori, tra cui la cooperazione con i Paesi partner e le misure preventive adottate nei principali Stati di partenza, che avrebbero contribuito a frenare le partenze dirette verso il territorio europeo.
In forte diminuzione risultano anche i tentativi di attraversamento della Manica verso il Regno Unito, scesi del 46% a 22.469. Questi movimenti non vengono però conteggiati nel totale degli ingressi nell’Unione europea perché si tratta di attraversamenti in uscita dal territorio comunitario.
Frontex sottolinea infine che le statistiche hanno carattere preliminare: i dati si basano sulle informazioni disponibili nel sistema Eurosur e sulle stime raccolte fino al 4 agosto e potranno quindi essere successivamente aggiornati.
Il quadro europeo appare dunque caratterizzato da una diminuzione generale degli attraversamenti irregolari, accompagnata però da un evidente spostamento della pressione migratoria verso il Mediterraneo occidentale, area destinata a rimanere sotto particolare osservazione nelle prossime settimane.