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Migranti, tensione tra Italia e Germania sui trasferimenti: Berlino conferma le espulsioni

Roma, 13 agosto 2026 – Si apre un nuovo fronte europeo sulla gestione dei migranti. La Germania ha confermato l’intenzione di procedere con i trasferimenti verso l’Italia dei richiedenti asilo che, secondo le norme europee, risultano di competenza italiana. Berlino si è detta inoltre sorpresa dalle polemiche sollevate a Roma, ricordando l’esistenza di precedenti intese tra i due Paesi.

Un portavoce del ministero dell’Interno tedesco ha sottolineato che Germania e Italia collaborano da tempo sulle politiche migratorie e sull’attuazione del sistema europeo comune di asilo. Secondo Berlino, nell’autunno del 2025 erano stati raggiunti accordi bilaterali con Italia e Grecia per tornare ad applicare pienamente le regole di Dublino con l’entrata in vigore del nuovo sistema europeo di asilo, avvenuta il 12 giugno 2026.

I trasferimenti verso l’Italia dovrebbero quindi riguardare soprattutto i casi successivi a quella data. Resta invece da chiarire la situazione relativa alle pratiche precedenti, che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi considera sostanzialmente superate. Tra i casi ancora da definire figura quello di una giovane somala presente in Germania da marzo e per la quale sarebbe previsto un trasferimento in Italia il 19 agosto.

Da parte italiana i toni ufficiali restano improntati al dialogo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato di non ritenere che esista un vero problema nei rapporti con Berlino, ma ha contemporaneamente riportato l’attenzione sulle attività delle navi delle organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo e battono bandiera tedesca.

Secondo Roma, infatti, il confronto sui cosiddetti “dublinanti” – migranti che dopo essere entrati nell’Unione europea attraverso un determinato Paese si spostano in un altro Stato membro per chiedere asilo – non può essere separato dal peso sostenuto dai Paesi di primo ingresso. Tajani e Piantedosi chiedono quindi una soluzione equilibrata che consideri anche gli arrivi via mare e gli sbarchi effettuati in Italia.

La controversia con la Germania arriva mentre l’Europa continua a fare i conti con le conseguenze della crisi migratoria esplosa a Ceuta. Italia e Spagna hanno avuto nei giorni scorsi un duro confronto politico e Roma ha mantenuto temporaneamente i controlli alla frontiera con la Spagna, in attesa di verificare l’evoluzione della situazione.

Nel frattempo il Marocco ha rafforzato la sorveglianza delle proprie frontiere dopo la circolazione sui social network di nuovi appelli alla migrazione di massa, questa volta con particolare attenzione all’enclave spagnola di Melilla. Le autorità marocchine hanno invitato soprattutto i giovani a non seguire messaggi considerati ingannevoli e potenzialmente pericolosi.

Anche la Danimarca osserva con preoccupazione gli sviluppi. La premier Mette Frederiksen ha dichiarato che Copenaghen sarebbe pronta a rafforzare ulteriormente i controlli alle frontiere e, in caso di una nuova forte pressione migratoria, anche a introdurre misure molto più restrittive.

La vicenda conferma così quanto la questione migratoria sia tornata al centro del confronto politico europeo. L’applicazione delle regole di Dublino, il principio del Paese di primo ingresso, il ruolo delle Ong e la gestione delle frontiere interne ed esterne dell’Unione restano nodi strettamente collegati. E il confronto tra Roma e Berlino potrebbe diventare uno dei primi test concreti del nuovo sistema europeo comune di asilo.

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