Roma, 12 agosto 2026 – Il Marocco rafforza il dispositivo di sicurezza lungo la costa settentrionale e nelle aree vicine alle enclavi spagnole, mentre cresce l’allerta per un possibile nuovo tentativo di ingresso di massa organizzato attraverso i social network. Secondo quanto riferisce ANSAmed, polizia e gendarmeria marocchine hanno intensificato i controlli dopo la diffusione online di messaggi che invitano a concentrarsi nella zona di confine nella notte tra il 14 e il 15 agosto.
Particolare attenzione viene riservata alle città costiere del nord del Paese. Posti di blocco sarebbero stati rafforzati agli ingressi dei principali centri della regione, tra cui Fnideq, conosciuta anche con il nome spagnolo di Castillejos e situata nelle immediate vicinanze di Ceuta. Parallelamente sono aumentati i controlli nei porti: l’accesso alle aree di imbarco viene consentito soltanto ai passeggeri già in possesso di un biglietto per le partenze. Il dispositivo di sorveglianza riguarda anche le stazioni ferroviarie.
La mobilitazione delle autorità arriva dopo la grave crisi migratoria del 30 luglio, quando oltre 70mila persone hanno raggiunto Ceuta dal Marocco. L’episodio ha avuto conseguenze sia sul piano umanitario sia su quello politico, riaprendo il confronto europeo sulla gestione delle frontiere esterne e sui rapporti tra Madrid e Rabat. Anche fonti internazionali hanno riferito di oltre 70mila arrivi durante quella crisi.
Gli appelli sui social
Al centro dell’attenzione degli apparati di sicurezza ci sono soprattutto i messaggi che continuano a circolare sulle piattaforme digitali e nei servizi di messaggistica. Da giorni vengono segnalati appelli a organizzare un nuovo tentativo collettivo di attraversamento per il 15 agosto. Diverse fonti hanno confermato che le autorità spagnole stanno monitorando queste comunicazioni, pur sottolineando che l’effettiva realizzazione della mobilitazione resta incerta.
Secondo ANSAmed, i servizi marocchini stanno lavorando anche sul fronte digitale e collaborano con piattaforme come Meta e TikTok, nel tentativo di limitare la diffusione di informazioni false o fuorvianti che potrebbero spingere le persone a intraprendere attraversamenti irregolari e particolarmente pericolosi.
Anche la Spagna mantiene alto il livello di allerta. Le forze di sicurezza sono state mobilitate nelle enclavi nordafricane e, secondo quanto riportato nei giorni scorsi, Madrid ha predisposto ulteriori uomini e mezzi per prevenire nuovi ingressi di massa.
Indagini sul trasporto dei migranti
Parallelamente proseguono in Marocco le indagini sulle modalità con cui migliaia di persone sono riuscite a raggiungere le zone di frontiera durante la crisi di fine luglio. Le procure delle città mediterranee stanno esaminando il possibile ruolo di taxisti, conducenti di minivan e autisti di pullman, sospettati in alcuni casi di aver facilitato il trasferimento dei migranti dalle principali città della costa verso la frontiera.
Nei giorni scorsi sette tassisti marocchini sono stati condannati nell’ambito delle indagini successive agli eventi di Ceuta, mentre oltre cento persone risultavano ancora in custodia cautelare secondo organizzazioni locali per i diritti umani.
La situazione resta quindi sotto stretta osservazione su entrambe le sponde del confine. L’obiettivo delle autorità marocchine e spagnole è evitare che gli appelli diffusi online possano tradursi in una nuova concentrazione di migliaia di persone nelle aree di frontiera, con il rischio di incidenti e nuove vittime.