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Ceuta, Meta e TikTok attivano i protocolli anti-fake: l’Ue contro le false promesse ai migranti

Roma, 12 agosto 2026 – Meta e TikTok hanno attivato specifici protocolli di crisi per contrastare la diffusione di informazioni false e contenuti ingannevoli legati alla situazione migratoria di Ceuta. La decisione arriva dopo che video virali e messaggi circolati sui social avrebbero contribuito ad alimentare tra migliaia di persone l’aspettativa di poter entrare facilmente nell’Unione europea attraverso l’exclave spagnola in territorio nordafricano.

Secondo quanto riferito dall’ANSA, sotto il coordinamento della Commissione europea le due piattaforme hanno avviato un meccanismo straordinario che coinvolge fact-checker con conoscenza del contesto locale, incaricati di individuare rapidamente contenuti falsi o potenzialmente pericolosi. Meta e TikTok si sono inoltre impegnati a intervenire sui messaggi collegati al traffico di migranti, limitandone la diffusione o procedendo alla loro rimozione quando necessario.

L’obiettivo è impedire che i social network diventino uno strumento nelle mani delle reti criminali che organizzano o favoriscono gli ingressi irregolari, diffondendo informazioni false sulle possibilità di attraversare le frontiere europee.

La cooperazione tra Bruxelles e le piattaforme resta, almeno per il momento, su base volontaria. Commissione europea, Europol e società tecnologiche mantengono tuttavia un contatto quotidiano, mentre per giovedì 13 agosto è previsto un confronto tra Bruxelles e gli esperti digitali dei Ventisette per valutare l’eventuale utilizzo di ulteriori strumenti previsti dal Digital Services Act (Dsa), la normativa europea che disciplina responsabilità e obblighi delle grandi piattaforme online.

«Continueremo a essere vigili nel nostro lavoro con le nostre agenzie e le piattaforme per soffocare le reti criminali che vendono false promesse, a costo di vite umane», ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen.

Le false informazioni dietro la corsa verso Ceuta

Il provvedimento arriva dopo la grave crisi verificatasi alla fine di luglio, quando oltre 70mila aspiranti migranti sono entrati a Ceuta dal Marocco. Secondo quanto ricostruito, tra i fattori che avrebbero favorito la mobilitazione vi sarebbero state anche informazioni diffuse online secondo cui chi fosse riuscito a raggiungere l’exclave non avrebbe più potuto essere respinto.

Sui social sono inoltre circolati video di giovani appena arrivati a Ceuta, ritratti sorridenti e festanti. Immagini che, estrapolate dal contesto e rilanciate ripetutamente, avrebbero contribuito a creare l’impressione che l’ingresso nell’Unione europea fosse semplice e privo di conseguenze.

Le conseguenze sono state drammatiche. Migliaia di persone hanno affrontato percorsi estremamente pericolosi e tentativi di ingresso anche via mare. Nella corsa verso Ceuta quasi cento persone hanno perso la vita, secondo quanto riportato dall’ANSA.

L’allarme per il 15 agosto

L’attenzione delle autorità rimane ora particolarmente alta anche in vista dei prossimi giorni. Sono infatti emerse informazioni relative a una nuova campagna sui social network che inviterebbe a tentare un ulteriore ingresso di massa a Ceuta il 15 agosto.

La vicenda mette così in evidenza un nuovo fronte della gestione dei fenomeni migratori: quello della disinformazione digitale. Informazioni apparentemente semplici, video virali e promesse di accesso facilitato possono raggiungere in poche ore decine di migliaia di persone, influenzandone le decisioni e spingendole, in alcuni casi, ad affrontare viaggi nei quali il rischio per la vita è altissimo.

L’iniziativa di Meta e TikTok rappresenta quindi anche un banco di prova per l’Unione europea e per l’applicazione delle norme del Digital Services Act. La questione non riguarda soltanto la rimozione dei contenuti illegali, ma la capacità delle piattaforme e delle istituzioni di reagire rapidamente quando la circolazione di informazioni false online può trasformarsi in una crisi concreta alle frontiere europee.

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