Roma, 11 agosto 2026 – Si amplia in Italia la rete delle zone di frontiera e di transito nelle quali potranno essere applicate le procedure accelerate per l’esame delle domande di protezione internazionale. Il decreto del Ministero dell’Interno del 21 luglio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 184 del 10 agosto, integra infatti la precedente disciplina del 2019 e adegua il sistema italiano alle nuove regole europee in materia di asilo e migrazione.
Il provvedimento si inserisce nel percorso di attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo e, in particolare, del Regolamento UE 2024/1348 sulle procedure di protezione internazionale. Il decreto richiama inoltre il decreto-legge n. 100 del 12 giugno 2026, che ha previsto l’individuazione con decreto del ministro dell’Interno delle aree nelle quali svolgere le procedure accelerate di frontiera.
La nuova disciplina estende le zone interessate ai valichi di frontiera previsti dal Codice frontiere Schengen e ai porti individuati dalla normativa italiana. Le procedure accelerate potranno essere svolte nelle strutture presenti in queste aree e in ulteriori centri situati nei territori indicati nell’Allegato A del decreto.
Sono complessivamente 25 le province nelle quali vengono individuati centri destinati allo svolgimento delle procedure accelerate: Asti, Belluno, Benevento, Bologna, Ferrara, Genova, Imperia, La Spezia, Latina, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Padova, Pordenone, Reggio Calabria, Savona, Siena, Treviso, Udine, Varese, Venezia, Verona, Vibo Valentia e Vicenza.
L’inclusione di un’area tra le zone di frontiera o di transito ha conseguenze rilevanti sul trattamento delle domande di asilo. Secondo quanto spiegato sul Portale Integrazione Migranti, nei punti individuati potranno essere applicati iter più rapidi per l’esame delle richieste di protezione internazionale, fino all’eventuale rimpatrio o respingimento nei casi previsti dalla normativa. Durante le verifiche iniziali e lo screening, inoltre, le persone sottoposte alla procedura di frontiera sono considerate, ai fini della specifica disciplina, come non ancora entrate formalmente nel territorio nazionale.
Nascono 19 nuove sezioni territoriali
Il decreto interviene anche sull’organizzazione delle Commissioni territoriali competenti a decidere sulle richieste di protezione internazionale. Vengono istituite, fino al 14 ottobre 2027, 19 nuove sezioni territoriali incaricate di esaminare le domande incanalate nella procedura accelerata alla frontiera.
Le nuove sezioni saranno operative ad Agrigento, Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caserta, Crotone, Firenze, Lecce, Milano, Padova, Roma, Siracusa, Torino, Treviso, Trieste, Udine e Verona, facendo riferimento alle rispettive Commissioni territoriali previste dalla normativa vigente.
L’obiettivo è predisporre una struttura amministrativa in grado di gestire un numero maggiore di procedimenti direttamente nelle zone di frontiera, riducendo i tempi di valutazione delle richieste nei casi per i quali la normativa europea consente o impone l’utilizzo della procedura accelerata.
Il nuovo assetto rappresenta quindi uno dei passaggi più rilevanti dell’adeguamento del sistema italiano alle disposizioni del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che punta a rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell’Unione e a rendere più rapide le decisioni sull’accesso alla protezione internazionale.
L’attuazione del decreto sarà affidata al Capo della Polizia – Direttore generale della pubblica sicurezza e al Capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, ciascuno per gli ambiti di propria competenza. Il provvedimento, firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è stato registrato dalla Corte dei conti il 3 agosto 2026.