Roma, 27 aprile 2026 – Dal 10 aprile 2026 le frontiere esterne dell’Unione Europea hanno cambiano volto. È infatti diventato pienamente operativo il sistema di ingressi e uscite, noto come EES (Entry/Exit System), che segna il definitivo superamento dei tradizionali timbri sui passaporti a favore di un sistema interamente digitale.
Si tratta di un passaggio significativo nella modernizzazione dei controlli alle frontiere, che riguarda tutti i cittadini di Paesi terzi diretti nell’area Schengen per soggiorni di breve durata, fino a un massimo di 90 giorni nell’arco di 180. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato velocizzare le procedure di ingresso e uscita, dall’altro rafforzare la sicurezza e il controllo sui flussi.
Il funzionamento del sistema introduce una novità sostanziale già al primo passaggio in frontiera. I viaggiatori sono chiamati a fornire i dati del passaporto, un’immagine del volto e le impronte digitali. Queste informazioni vengono registrate e conservate nel sistema, permettendo, nei viaggi successivi, controlli molto più rapidi grazie alla semplice verifica dei dati già acquisiti.
Nei punti di frontiera più avanzati, il processo può avvenire anche tramite chioschi automatizzati, riducendo ulteriormente i tempi di attesa e rendendo l’esperienza più fluida. È proprio su questo equilibrio tra efficienza e sicurezza che si fonda l’intero impianto del nuovo sistema.
La vera rivoluzione, però, è simbolica oltre che operativa: scompaiono i timbri sui passaporti. Al loro posto, l’EES registra automaticamente data e luogo di ogni ingresso e uscita, consentendo un monitoraggio preciso dei tempi di permanenza nello spazio Schengen e facilitando l’individuazione di eventuali soggiorni oltre i limiti consentiti.
Il sistema rientra nel più ampio pacchetto europeo delle cosiddette “frontiere intelligenti”, un insieme di strumenti digitali pensati per rendere i viaggi verso l’Unione Europea più sicuri e meglio controllati, senza rinunciare alla rapidità.
Introdotto progressivamente a partire da ottobre 2025, l’EES è ora pienamente operativo in tutta l’Unione, segnando un cambio di paradigma nella gestione delle frontiere europee e aprendo una nuova fase nella mobilità internazionale.


