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Il comune di Roma apre due spazi Covid per migranti e richiedenti asilo

Roma, 14 gennaio 2021 – Roma Capitale ha attivato due strutture ‘ponte’ sul territorio cittadino per ospitare persone migranti richiedenti e titolari di protezione internazionale, RTPI, per il periodo di isolamento necessario, prima dell’inserimento nel circuito del Sistema di Accoglienza e Integrazione, SAI, capitolino.

L’apertura delle due strutture ‘ponte’, “Barzilai” e Bakhita”, è stata resa possibile tramite un protocollo sottoscritto dal Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale in accordo con la ASL Roma 2, Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e UOC Tutela degli Immigrati  e Stranieri, e in collaborazione con l’organizzazione umanitaria INTERSOS e la cooperativa Medihospes.

La rete costituita dal protocollo prevede l’individuazione e il coinvolgimento delle persone destinatarie del servizio da parte del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale. La ASL Roma 2 provvede alla programmazione ed effettuazione dei tamponi all’inizio e alla fine della quarantena e, in caso di comparsa di sintomi, alla pronta esecuzione di test molecolari. INTERSOS gestisce le operazioni di triage all’ingresso e la sorveglianza sanitaria costante degli ospiti. La cooperativa Medihospes, in qualità di organismo attuatore dei progetti di accoglienza integrata, supporta l’andamento delle operazioni e in particolare gestisce le attività di accoglienza, sostegno, orientamento ed inclusione successive alla fase dei triage di ingresso degli ospiti per la durata della quarantena.

La struttura “Barzilai” ha 21 posti, per 16 uomini e 5 donne, distribuiti in altrettante stanze singole con annesso bagno; dalla sua apertura, ad agosto 2020, ha accolto 135 persone permettendo di individuare, tra queste, 6 persone risultate positive al Covid-19 pur in assenza di contatti diretti noti con persone positive o di sintomi. La struttura “Bakhita”, aperta lunedì, ha a disposizione 6 appartamenti ed è destinata alla quarantena di nuclei familiari.

La quarantena prevede un periodo di 10 giorni di isolamento, sorveglianza attiva per il monitoraggio dello stato di salute degli ospiti, con rilevazione della temperatura corporea due volte al giorno, esecuzione di test molecolari in caso di comparsa dei sintomi ed esecuzione di due test antigenici di cui uno in ingresso e il secondo a fine quarantena.

Nel caso in cui, già durante il triage d’ingresso, la persona presenti sintomi riconducibili al Covid-19 o abbia avuto contatti stretti con casi confermati o sospetti, la ASL effettua subito un test molecolare in seguito al quale, in caso di esito positivo, provvede al trasferimento in una struttura alberghiera Covid dedicata all’isolamento dei casi.

Al termine dei 10 giorni di quarantena, se l’esito del test finale è negativo, a seguito del rilascio del certificato di idoneità all’inserimento con allegati i referti da parte della ASL, la persona viene trasferita nella struttura di accoglienza e integrazione SAI assegnata.

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