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IMMIGRAZIONE: O’SCIA’; DA LAMPEDUSA MOLTI SI’ AL VATICANO

(ANSA) – LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 26 SET – ”Piuttosto che ‘stare attenti’ allo straniero dovremmo iniziare ad ‘essere attenti’ all’altro. Dopo il buonismo non credo che il cattivismo, in materia di immigrazione, risolvera’ nulla”: cosi’ Claudio Baglioni, ideatore e organizzatore della kermesse musical-politico-sociale ‘O’scia’ ‘ da Lampedusa ha unito indirettamente la sua voce a quella dell’Osservatore Romano che oggi in prima pagina ha criticato il giro di vite del governo in materia di accoglienza verso lo straniero, con particolare riferimento ai ricongiungimenti familiari ed alle richieste di asilo. Il contesto dell’intervento del cantautore e’ stata la seconda edizione della tavola rotonda ‘Gli uomini della storia accanto’, che si e’ svolta oggi sull’isola con l’intervento della autorita’ locali e di rappresentanti del governo oltre che di numerose associazioni tra cui Amnesty Intenational, Croce Rossa, Comunita’ di Sant’Egidio, Alto Commissario Onu per i Rifugiati, Organizzazione internazionale per le migrazioni, Save the children e World Islamic call society. ”La parola ‘emergenza’, usata ancora dopo oltre 20 anni dall’insorgere del problema e’ ridicola”, ha aggiunto Baglioni che ha sottolineato inoltre come la sensazione di paura e di allarme diffusa e continua non porti da nessuna parte. Il convegno ha messo sotto la lente di ingradimento alcuni problemi cercando di attribuire ad ogni categoria una responsabilita’. Piu’ relatori hanno messo sotto accusa il sistema dei media ”che associa continuamente immigrazione e pericolo” ma anche la politica ”che tratta il tema solo in chiave sicurezza”. A tal proposito Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissario Nazioni Unite per i Rifugiati, ha spiegato: ”a Lampedusa gli sbarchi sono aumentati notevolmente nell’ultimo anno ma la notizia e’ che non si tratta di persone a caccia di fortuna economica ma, in gran parte di richiedenti asilo provenienti ad esempio da Somalia ed Eritrea”, ovvero un’altra faccia dell’immigrazione, ”gente che resterebbe volentieri a casa sua ma non ha il privilegio di poterlo fare”. Le ha fatto eco Riccardo Nouri portavoce di Amnesty International: ”la situazione in Italia e’ degenerata in pericolosa xenofobia ma la detenzione non e’ l’unica risposta”. In rappresentanza del ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali G.Maurizio Silveri ha sottolineato l’indispensabilita’ dell’identificazione degli stranieri per il loro bene poiche’ ”chi sta nelle sacche dell’irregolarita’ non ha alcun diritto”. A spezzare una lancia verso la politica italiana in materia di immigrazione e’ stato Mario Morcone, capodipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno che ha moderato i toni polemici: ”sono orgoglioso di essere – ha detto – perche’ l’Italia ha una politica avanzata in materia di immigrazione, tra le migliori dell’Unione Europea. E’ irrealistico pensare ad un futuro a migrazioni zero. I dati Eurostat sono allarmanti: il saldo nascite/morti nel 2015 sara’ negativo e l’immigrazione sara’ l’unico fattore di crescita della popolazione ma non sara’ sufficiente a bilanciare il trend negativo previsto tra il 2015 e il 2030”.

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