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International Migration Outlook 2025: tendenze e politiche migratorie in trasformazione nei Paesi OCSE

Roma, 18 dicembre 2025 – L’OCSE ha pubblicato l’edizione 2025 dell’International Migration Outlook (IMO), il rapporto annuale che analizza l’evoluzione delle migrazioni internazionali e delle politiche migratorie nei Paesi membri. Il quadro che emerge restituisce un sistema in fase di riequilibrio dopo gli anni post-pandemici, segnato da una maggiore selettività, dall’accelerazione della digitalizzazione e da un’attenzione crescente all’integrazione economica dei migranti.

Nel 2024 si registra una flessione della migrazione permanente verso l’area OCSE, con un calo del 4% rispetto al 2023. Nonostante ciò, il numero complessivo di nuovi ingressi – circa 6,2 milioni – rimane ancora superiore del 15% ai livelli pre-pandemia. La contrazione ha interessato soprattutto l’Unione europea, la Nuova Zelanda e il Regno Unito, mentre gli Stati Uniti si muovono in controtendenza, facendo segnare un aumento del 20% dei flussi permanenti.

Diversa la dinamica della mobilità temporanea, che si mantiene sostanzialmente stabile. Nel 2024 sono stati rilasciati circa 2,3 milioni di permessi di lavoro temporanei, un dato che rappresenta comunque un +26% rispetto al 2019. In calo, invece, la mobilità studentesca internazionale, che segna una diminuzione del 13%, legata soprattutto alla riduzione degli ingressi in Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia. Al contrario, Paesi come Danimarca e Svezia registrano un aumento delle iscrizioni, rafforzando il loro ruolo come nuove destinazioni formative.

Il rapporto evidenzia anche un forte incremento delle richieste di asilo, che nel 2024 hanno raggiunto quota 3 milioni. Le principali nazionalità di origine sono Venezuela, Colombia e Siria, confermando il legame tra migrazioni forzate e instabilità geopolitica. Parallelamente crescono le acquisizioni di cittadinanza, arrivate a quasi 3 milioni di nuovi cittadini, con Germania e Regno Unito ai primi posti per numero di naturalizzazioni.

Sul piano delle politiche migratorie, i Paesi OCSE mostrano un orientamento sempre più marcato verso l’attrazione di profili altamente qualificati. I sistemi di asilo diventano più rigorosi, mentre vengono semplificati i canali di ingresso per lavoratori stagionali e qualificati. Un ruolo centrale è assunto dalla digitalizzazione dei processi migratori, con l’introduzione di piattaforme online e strumenti automatizzati per ridurre i tempi amministrativi e aumentare l’efficienza.

Nonostante un’elevata partecipazione al mercato del lavoro – pari al 77% – permangono criticità rilevanti nell’integrazione economica. Il rapporto segnala un divario salariale medio del 34% tra lavoratori immigrati e nativi. Per affrontare queste disuguaglianze, molte politiche si concentrano sul riconoscimento delle qualifiche, sulla mobilità professionale e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, come avviene in Germania e Svezia.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2024 la popolazione immigrata ha raggiunto l’11,2% del totale, con un aumento significativo degli arrivi da Ucraina, Albania e Romania. Le politiche nazionali si sono orientate verso una maggiore semplificazione delle procedure, introducendo visti per nomadi digitali, misure per attrarre lavoratori stagionali e modifiche normative su ricongiungimenti familiari e cittadinanza.

Nel complesso, l’International Migration Outlook 2025 descrive un sistema migratorio in profonda trasformazione, nel quale selettività, innovazione tecnologica e integrazione mirata diventano strumenti chiave per rispondere alle nuove esigenze economiche, demografiche e sociali dei Paesi OCSE.

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