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Open Arms, assoluzione definitiva per Salvini: la Cassazione chiude il caso

Roma, 18 dicembre 2025 – È definitiva l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo sul caso Open Arms. La Corte di Cassazione, quinta sezione collegiale, ha rigettato il ricorso per saltum presentato dalla Procura di Palermo, confermando la sentenza di assoluzione pronunciata il 20 dicembre 2024 dal tribunale di Palermo. Si chiude così, dopo cinque anni, una vicenda giudiziaria che vedeva l’ex ministro dell’Interno imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio.

Al centro del procedimento, il divieto di sbarco imposto nell’agosto 2019 a 147 migranti a bordo della nave dell’ONG spagnola Open Arms, giunta nelle acque antistanti Lampedusa. Secondo i giudici supremi, l’impianto accusatorio non ha dimostrato la colpevolezza dell’imputato, limitandosi a descrivere la condotta senza provare gli elementi soggettivi del reato, in particolare il dolo.

Il commento di Salvini è arrivato a stretto giro: “Difendere i confini non è reato”, ha scritto il vicepremier sui social, rivendicando la legittimità del proprio operato. Sulla stessa linea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito la pronuncia della Cassazione “una buona notizia”, sottolineando come la sentenza confermi un principio “semplice e fondamentale: un ministro che difende i confini dell’Italia svolge il proprio dovere”.

Soddisfazione anche dagli altri esponenti dell’esecutivo. Il vicepremier Antonio Tajani ha parlato di una decisione che riconosce come Salvini abbia agito “nell’interesse dell’Italia”, mentre il premier ungherese Viktor Orbán ha definito il procedimento una “caccia alle streghe politica” durata cinque anni.

Di segno opposto la reazione del fondatore di Open Arms, Oscar Camps, che parla di una “decisione politica” e denuncia la costruzione di una presunta “impunità”, sostenendo che neanche con questa sentenza “si è fatta giustizia”.

Dal punto di vista giuridico, la Cassazione ha sostanzialmente accolto la linea della Procura Generale, che in una memoria di circa cinquanta pagine aveva evidenziato un deficit dimostrativo dell’accusa. Secondo i magistrati, il ricorso si è concentrato esclusivamente sulla presunta limitazione della libertà personale, senza fornire una reale argomentazione sulla responsabilità penale del ministro.

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, il tribunale di Palermo aveva già chiarito che l’Italia non era obbligata ad assegnare un porto sicuro (POS) alla nave, poiché tale competenza spettava alla Spagna, in quanto Stato di bandiera. Inoltre, il centro di coordinamento e soccorso marittimo spagnolo aveva svolto un primo coordinamento delle operazioni, mentre Malta, nel declinare la propria responsabilità, aveva indicato proprio la Spagna come autorità competente.

Con la decisione della Cassazione, il caso Open Arms si chiude definitivamente, segnando un passaggio rilevante nel dibattito politico e giuridico sul rapporto tra politiche migratorie, responsabilità ministeriali e diritto penale.

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