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La Lega punta ad una nuova stretta sui migranti: torna il primo decreto Salvini?

Roma, 25 gennaio 2023 – Il decreto immigrazione, presentato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e approvato dal governo subito dopo Natale, sta attualmente passando per l’iter di conversione in legge e dovrebbe essere discusso in aula il 2 febbraio. Tuttavia, alcuni deputati dell’opposizione hanno accusato la Lega di cercare di inserire alcuni elementi del primo decreto sicurezza firmato da Salvini, che in seguito sono stati rimossi dal parlamento, nel nuovo decreto immigrazione.

In particolare, gli emendamenti presentati dalla Lega mirano a cancellare la cosiddetta protezione speciale, introdotta nel 2020 dopo l’abolizione, da parte del decreto Salvini, della protezione umanitaria. Questa protezione speciale è un salvagente per quanti, non avendo i requisiti per la protezione internazionale, rischiano di essere mandati indietro in Paesi dove rischiano la tortura o la persecuzione. Se questa protezione dovesse essere cancellata, quasi la metà di coloro che sbarcano in Italia non avrebbe diritto al permesso di soggiorno.

La Lega sta inoltre cercando di riportare i richiedenti asilo nei centri di accoglienza straordinaria, invece che nel sistema di accoglienza diffusa attuale, dove hanno accesso a condizioni di vita più dignitose e maggiori possibilità di integrazione. Inoltre, gli emendamenti propongono di aumentare i requisiti economici per i ricongiungimenti familiari, rendendo più difficile per le famiglie immigrate regolari riunirsi.

L’opposizione ha accusato la Lega di cercare di introdurre queste questioni in modo subdolo, in un decreto che dovrebbe avere come oggetto l’attività delle Ong e di rendere sempre più difficile la concessione di permessi di soggiorno e di tagliare sull’accoglienza, intaccando persino il diritto ai ricongiungimenti familiari e le garanzie sul diritto d’asilo. Inoltre, gli emendamenti prevedono anche il commissariamento delle associazioni e delle cooperative che si occupano di accoglienza in caso di violazioni e irregolarità nella gestione dei centri.

Si attende ora di vedere come questi emendamenti verranno valutati dalle commissioni parlamentari e se verranno accettati o meno.

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