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Malattia, stretta dell’inps: più visite fiscali e controlli digitali nel 2026

Roma, 16 maggio 2026 – L’INPS stringe i controlli sulle assenze per malattia. Con le nuove disposizioni previste nel 2026 aumenteranno infatti le visite fiscali, verranno potenziati i controlli digitali e cambieranno le modalità di reperibilità per i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato.

L’obiettivo dichiarato è contrastare gli abusi e rendere più efficiente il sistema di verifica delle assenze, in un contesto in cui il numero dei certificati medici continua a crescere. Secondo i dati dell’Osservatorio sul Polo unico di tutela della malattia, nella seconda metà del 2025 sono stati trasmessi oltre 14 milioni di certificati medici, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. Anche le visite fiscali domiciliari sono aumentate, arrivando a sfiorare quota 400 mila controlli.

Tra le principali novità c’è il rafforzamento del sistema ispettivo dell’INPS. L’Istituto punta ad aumentare il numero dei medici incaricati delle verifiche domiciliari e ad accelerare le procedure grazie a nuove piattaforme digitali integrate nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati. Attraverso questi strumenti, i datori di lavoro potranno richiedere controlli in maniera più rapida, monitorarne l’esito e gestire eventuali variazioni.

Cambiano anche le fasce orarie di reperibilità. Dal 2026 non esisterà più alcuna distinzione tra dipendenti pubblici e privati: tutti i lavoratori dovranno essere reperibili presso il domicilio indicato nel certificato medico dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, compresi weekend e giorni festivi. La misura recepisce gli orientamenti giurisprudenziali che negli ultimi anni hanno eliminato la differenza di trattamento tra le diverse categorie di lavoratori.

Rimangono tuttavia alcune eccezioni. Il lavoratore potrà assentarsi durante le fasce di reperibilità per motivi documentati, come visite specialistiche, terapie o accertamenti sanitari. Restano inoltre escluse dai controlli alcune categorie di pazienti, tra cui chi soffre di patologie gravi, chi è sottoposto a terapie salvavita, gli invalidi riconosciuti e i lavoratori coinvolti in infortuni sul lavoro.

La procedura per il certificato medico non cambia nella sostanza. Il medico curante dovrà continuare a inviare telematicamente il certificato all’INPS entro il giorno successivo all’inizio della malattia, mentre il lavoratore dovrà comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo per consentire la verifica della documentazione.

Le nuove misure rappresentano quindi un ulteriore passo verso un sistema più centralizzato e digitalizzato, con controlli più frequenti e uniformi su tutto il territorio nazionale. Secondo l’INPS, la sfida sarà quella di trovare un equilibrio tra la tutela della salute dei lavoratori e la necessità di limitare comportamenti irregolari che pesano sul sistema previdenziale.

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