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Meloni: “Flussi migratori incontrollati incidono sulla qualità delle democrazie”

Roma, 6 maggio 2026 – La gestione dei flussi migratori è una delle sfide decisive per la tenuta politica, economica e sociale dell’Europa. Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo al vertice della Comunità politica europea a Erevan, in Armenia, durante la discussione dedicata al tema “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis”. Al panel hanno preso parte, tra gli altri, i leader di Francia e Regno Unito e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Nel suo intervento, Meloni ha inserito la questione migratoria all’interno di una più ampia “policrisi”, sostenendo che le emergenze che attraversano il continente non possono essere affrontate come fenomeni separati. Secondo la premier, migrazione, sicurezza, economia, energia, competitività e democrazia sono dimensioni ormai strettamente collegate.

“Sappiamo che flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati”, ha dichiarato Meloni. Ma, ha aggiunto, il problema non riguarda soltanto l’ordine pubblico o il controllo delle frontiere. A suo giudizio, i flussi non governati incidono anche sull’economia, sulle risorse pubbliche e sul mercato del lavoro, contribuendo ad aumentare l’incertezza e ad alimentare le tensioni sociali.

La presidente del Consiglio ha poi collegato il tema migratorio anche alla questione energetica. Molti flussi, ha osservato, provengono da aree instabili che hanno un ruolo centrale per le forniture energetiche europee. Per questo, secondo Meloni, l’Europa deve imparare non solo a reagire alle crisi, ma anche ad anticiparle, rafforzando la cooperazione con i Paesi di origine e di transito.

Il passaggio più politico dell’intervento ha riguardato il rapporto tra gestione delle crisi e fiducia democratica. “Alla fine, tutto questo influisce sulla qualità delle nostre democrazie”, ha sottolineato Meloni. Quando i cittadini percepiscono che le grandi sfide non sono governate in modo efficace, ha spiegato, tendono a perdere fiducia nelle istituzioni. E quando questa fiducia si indebolisce, le società diventano più esposte alla manipolazione, compreso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale.

Per la premier, dunque, la migrazione non può essere considerata un dossier isolato. “Non si tratta solo di migrazione: è migrazione, è economia, è democrazia, è competitività, è energia, è sicurezza”, ha affermato, sintetizzando la necessità di un approccio europeo più integrato.

Dal vertice di Erevan, Meloni ha rilanciato così una linea già centrale nella politica estera del governo italiano: rafforzare il dialogo con il Mediterraneo allargato, affrontare le cause profonde delle partenze e costruire strumenti comuni per evitare che nuove crisi migratorie si trasformino in fattori di instabilità per l’intero continente.

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