Roma, 14 agosto 2026 – La protezione delle frontiere esterne dell’Unione europea deve diventare una priorità comune per i Paesi membri, soprattutto dopo la crisi migratoria che ha interessato Ceuta nelle ultime settimane. È la posizione ribadita dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta sul tema in un’intervista al direttore di Milano Finanza, Roberto Sommella.
Secondo la premier, gran parte dei governi europei condivide ormai la necessità di rafforzare il controllo delle frontiere esterne dell’Ue, contrastare l’immigrazione incontrollata e limitare i possibili rischi per la sicurezza. Una strategia che, nelle intenzioni del governo italiano, deve servire anche a preservare la libertà di circolazione interna garantita dal sistema Schengen.
Meloni ha richiamato in particolare la situazione di Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa nordafricana che a fine luglio è stata teatro di forti pressioni migratorie. La presidente del Consiglio ha ricordato anche le previsioni delle autorità spagnole su una possibile nuova ondata in coincidenza con il 15 agosto, sostenendo che la situazione impone un livello elevato di attenzione e il mantenimento delle misure adottate.
La posizione espressa dalla premier conferma la linea seguita dall’Italia nelle ultime settimane: rafforzamento delle frontiere esterne, maggiore cooperazione europea e prevenzione delle partenze e degli ingressi irregolari, con l’obiettivo dichiarato di evitare che le crisi alle porte dell’Unione producano ripercussioni sulla libera circolazione tra gli Stati membri.
Il dossier migratorio si inserisce peraltro in un quadro più ampio di iniziative del governo. Nell’intervista Meloni ha affrontato anche i principali temi economici, annunciando l’intenzione di utilizzare 14 miliardi di euro di risorse aggiuntive disponibili nel prossimo biennio per contrastare il caro energia e alleggerire i costi sostenuti da famiglie e imprese.
Sul fronte energetico, la presidente del Consiglio ha inoltre confermato l’intenzione dell’esecutivo di proseguire sul percorso del nucleare, considerato dal governo uno degli strumenti strategici per aumentare la sicurezza energetica italiana e ridurre i costi nel medio-lungo periodo.
Meloni ha poi rivendicato i risultati economici registrati nel 2026, sottolineando la riduzione del rapporto deficit-Pil rispetto al momento dell’insediamento del governo e gli interventi fiscali destinati al ceto medio, tra taglio del cuneo e riduzioni dell’Irpef.
Ma è soprattutto la questione migratoria a tornare in primo piano alla vigilia di Ferragosto. Per Palazzo Chigi, quanto avvenuto a Ceuta costituisce la dimostrazione della necessità di una politica europea maggiormente concentrata sulla protezione delle frontiere comuni, evitando che le emergenze nazionali possano trasformarsi in crisi dell’intero spazio Schengen.


