Roma, 29 maggio 2026 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica i risultati del governo sul fronte dell’immigrazione e parla di un “cambio di passo totale” rispetto al passato. Intervenendo a Mattino Cinque, su Canale 5, la premier ha sottolineato come l’esecutivo abbia invertito la tendenza degli ultimi anni, caratterizzati, secondo la sua analisi, da un aumento incontrollato degli arrivi irregolari.
“Penso sia un dato di fatto che questo governo ha realizzato un cambio di passo totale rispetto al passato”, ha dichiarato Meloni, sostenendo che sia stato interrotto “una volta per tutte l’incremento incontrollato dell’immigrazione illegale” osservato per anni.
La presidente del Consiglio ha citato i dati sugli sbarchi per rafforzare la posizione del governo. Secondo Meloni, gli arrivi via mare sarebbero diminuiti “addirittura dell’80%” rispetto al 2023 e “di oltre il 40%” rispetto al momento dell’insediamento dell’esecutivo. La premier ha inoltre evidenziato l’aumento dei rimpatri, definendolo un elemento “molto importante” della strategia portata avanti dal governo.
Nonostante i risultati rivendicati, Meloni ha invitato a non abbassare la guardia, soprattutto in vista dell’estate, periodo tradizionalmente più complesso per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo. “È un lavoro quotidiano, è un lavoro infinito”, ha affermato, aggiungendo di non voler “cantare vittoria”.
Nel suo intervento, la premier ha anche lanciato un messaggio alle istituzioni, sostenendo che si potrebbe fare “ancora meglio” se tutte le componenti dello Stato remassero nella stessa direzione. Il riferimento è alle difficoltà incontrate nell’applicazione delle norme varate dal governo per contrastare l’immigrazione irregolare.
“Se i cittadini chiedono di fermare l’immigrazione illegale di massa e si fanno delle leggi che hanno come obiettivo quello di far rispettare l’ordinamento e di rispondere ai bisogni dei cittadini”, ha detto Meloni, “poi ci si aspetta che chi deve far rispettare quella legge non lavori per fare in modo che quella legge venga messa in discussione”.
Le parole della presidente del Consiglio confermano la centralità del dossier migratorio nell’agenda politica del governo. L’esecutivo continua a puntare su una linea basata sul controllo delle partenze, sul rafforzamento dei rimpatri e sulla cooperazione con i Paesi di origine e transito, mentre resta aperto il confronto interno sul ruolo delle istituzioni chiamate ad applicare le nuove misure.


