in

Migranti, perchè il Tar del Lazio dà ragione al Viminale sull’assegnazione dei porti lontani

Roma, 22 giugno 2023 – Il Viminale ha confermato questa mattina la sua strategia di allontanare le navi umanitarie dai porti siciliani e calabresi, assegnando loro destinazioni più distanti. La decisione, tra l’altro, è stata legittimata dalla recente sentenza del Tar del Lazio, che nega l’asserzione secondo cui il porto sicuro di approdo per le navi che soccorrono i migranti debba coincidere necessariamente con quello più vicino.

Migranti, la decisione del Tar del Lazio

Secondo le direttive del Viminale, la piccola imbarcazione Aita Mari con a bordo 174 dei 294 migranti salvati la scorsa notte, è stata destinata a raggiungere il porto di Salerno. L’ordine si pone in linea con la strategia ideata da Matteo Piantedosi, la quale assume particolare rilevanza all’inizio di un’estate che ha visto un incremento dei flussi migratori, rallentati solo temporaneamente dal maltempo durante il mese di maggio.

L’obiettivo del governo, quindi, rimane quello di ridurre al minimo la presenza delle navi umanitarie nel Mediterraneo. E lo fa inviandole di volta in volta in porti lontani dalla Sicilia e dalla Calabria. Tuttavia, le Ong che si rifiutano di accettare questa disposizione vengono sottoposte a fermi amministrativi e multe, che rappresentano una sorta di “cartellino giallo“. Al secondo episodio di disubbidienza, infatti, è previsto il sequestro della nave.

Ora però non è più solo teoria. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da Medici Senza Frontiere per l’assegnazione di porti di sbarco lontani come La Spezia e Ancona. Secondo il Tar, infatti, l’assegnazione dei porti di sbarco è legittima. Poiché le operazioni di soccorso rientrano in un contesto più ampio e complesso del fenomeno migratorio via mare. Una organizzazione che comprende anche l’accoglienza, l’ordine pubblico e la gestione generale del fenomeno migratorio. I giudici amministrativi, poi, hanno sostenuto che “non convince l’architrave logica secondo cui la nozione di porto sicuro coinciderebbe necessariamente con quello più vicino alla zona di soccorso. Manca una definizione chiara ed internazionalmente condivisa di porto sicuro”.

Pertanto, secondo il Tar, l’assegnazione di porti lontani, considerando anche le dimensioni delle navi idonee ad affrontare tragitti più lunghi, come la Geo Barents, non presenta profili di illegittimità.

migranti

La reazione alla decisione del Tar del Lazio

Le reazioni a questa sentenza sono state diverse. Il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha commentato trionfalmente definendo la decisione del Tar come storica. Non solo: ha anche affermato che essa rigetta completamente i ricorsi delle Ong Geo Barents. E smentisce l’idea che il porto sicuro debba essere quello più vicino.

D’altro canto, invece, le Ong stanno ancora valutando se presentare ulteriori ricorsi. Medici Senza Frontiere, infatti, ha dichiarato di aver ricevuto la decisione del Tar di respingere i due ricorsi presentati a gennaio e febbraio. Allo stesso tempo, però, ha fatto sapere che sta consultando i suoi legali per decidere come procedere.

>> Tutte le notizie di Stranieri in Italia

Clicca per votare questo articolo!
[Totale: 0 Media: 0]

Minori migranti soli, le proposte di Save The Children per una migliore protezione e accoglienza

Elly Schlein: “Tanto impegno per il Titan e poi indifferenza per i migranti che muoiono in mare”