Roma, 8 gennaio 2026 – Il 14 gennaio, presso il Tribunale di Crotone, si apre la prima udienza del processo penale sul naufragio avvenuto al largo di Steccato di Cutro nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, una delle più gravi tragedie migratorie della storia recente italiana.
Nel procedimento si sono costituite parti civili le organizzazioni di ricerca e soccorso in mare EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE.
Amnesty International Italia seguirà il processo in qualità di osservatore.
L’inchiesta riguarda la catena di eventi, decisioni e omissioni che portarono all’affondamento dell’imbarcazione, causando almeno 94 vittime accertate e un numero imprecisato di dispersi; solo 80 persone sopravvissero. Sono imputati sei ufficiali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, accusati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo.
Secondo le ONG, la gestione dell’evento avrebbe privilegiato inizialmente un’operazione di polizia, ritardando l’attivazione dei soccorsi nonostante i segnali di pericolo. “La tempestività è fondamentale nei soccorsi: i ritardi non sono un incidente, ma una negligenza da sanzionare”, affermano le organizzazioni, sottolineando come simili ritardi abbiano già contribuito a stragi evitabili nel Mediterraneo.
Per questo, spiegano, il giudizio non può limitarsi ai funzionari di grado inferiore: occorre risalire la catena di comando e valutare anche le responsabilità delle autorità superiori. Al centro della richiesta c’è il rispetto del diritto internazionale del mare, della tutela della vita umana e del dovere di soccorso, principi che – ribadiscono – devono prevalere sempre.
Alla prima udienza saranno presenti rappresentanti di tutte le ONG costituite parte civile, che nel corso del processo verranno ascoltati insieme ai consulenti tecnici indicati dalle organizzazioni. L’obiettivo dichiarato è ottenere verità e giustizia e sostenere le famiglie delle vittime affinché tragedie come quella di Cutro non restino impunite.


