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Profughi. 32 mila da Italia e Grecia in altri Paesi Ue. Accordo al ribasso

La disponibilità dei nostri partner inferiore alle richieste di Bruxelles. Alfano: "Un primo passo, così copriamo un anno"

 
Bruxelles – 21 luglio 2015 – Si chiude al ribasso, almeno per ora, l’accordo tra i Paesi Ue per redistribuirsi una parte dei profughi (solo siriani ed eritrei) sbarcati in Italia e Grecia. 
 
Dovevano essere 40 mila in due anni, 24 mila dall’Italia e 16 mila dalla Grecia, ma la disponibilità dei nostri partner perora arriva al massimo a 32.256. Ci sono Paesi più generosi, come Germania (ne accoglierà 10.500, più di quanto le era stato chiesto) e Francia (6752), e altri che invece non ne accoglieranno nessuno, come l'Austria, o molti meno di quanto avrebbe dovuto, come la Spagna (1300).
 
I numeri della “relocation” d’emergenza proposta dalla Commissione Europea lo scorso maggio sono stati definiti ieri a Bruxelles durante la riunione dei ministri dell’Interno, con l’impegno a rifare il punto della situazione tra sei mesi. I governi Ue si sono dimostrati più disponibili per il “resettlement”, o reinsediamento: accoglieranno 22.540 persone che ora si trovano in campi profughi al di fuori dell’Ue, oltre quindi il limite di 20 mila fissato da Bruxelles.
 
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano definisce l’accordo di ieri “un primo passo”, in grado di coprire “il primo anno di un piano biennale”. Intanto ha ricordato ai colleghi che “solidarietà e responsabilità devono viaggiare assieme”. 
 
L’Italia si è impegnata a identificare tutte le persone sbarcate sulle sue coste, in modo da poter distinguere tra quanti hanno diritto alla protezione internazionale, e quindi all’accoglienza, e quanti invece sono migranti irregolari e vanno quindi rimpatriati. 
 
“Metteremo in campo misure organizzative che sono la parte di adempimento dell’Italia e procederemo con la stessa progressione con cui procederà la fase di completamento del numero che deve portarci a 40 mila” ha avvisato Alfano. 
 
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