Roma, 27 maggio 2026 – La Puglia apre il cantiere del nuovo Piano regionale delle politiche per le migrazioni. Il percorso è stato avviato il 20 maggio a Bari, nello Spazio Murat, con la Conferenza regionale immigrazione “Aspettando MiCS. Verso il nuovo Piano regionale delle politiche per le migrazioni”, promossa nell’ambito del progetto Puglia Inte(G)razione.
L’iniziativa ha riunito istituzioni, università, servizi territoriali, associazioni, professionisti del diritto, terzo settore e realtà impegnate ogni giorno nei percorsi di inclusione. Oltre trenta relatori e moderatori e circa trecento partecipanti provenienti dalle sei province pugliesi hanno preso parte al confronto, con l’obiettivo di costruire un Piano non calato dall’alto, ma fondato sull’ascolto dei territori.
Il punto centrale emerso dai lavori è che l’integrazione non può essere ridotta alla sola regolarità amministrativa. Deve invece diventare uno spazio di relazione, partecipazione e responsabilità condivisa, capace di coinvolgere comunità locali, istituzioni e cittadini stranieri. Per una regione come la Puglia, storicamente attraversata dai movimenti del Mediterraneo, parlare di migrazioni significa anche interrogarsi sul modello di società che si vuole costruire.
Nel corso della conferenza è stato ricordato anche Bakari Sako, lavoratore maliano ucciso nei giorni scorsi a Taranto. Un momento che ha riportato il dibattito su un terreno concreto: le politiche migratorie non riguardano soltanto procedure e servizi, ma anche diritti, sicurezza, dignità, lotta all’esclusione e capacità delle istituzioni di contrastare razzismo e marginalità.
I quattro assi strategici del futuro Piano regionale saranno abitare, salute, lavoro ed empowerment. Si tratta di ambiti decisivi perché toccano la vita quotidiana delle persone: la possibilità di trovare una casa, accedere alle cure, lavorare in condizioni regolari, partecipare alla vita sociale e sviluppare autonomia.
Il percorso MiCS, Migrazione Condivisa e Sostenibile, entrerà ora in una nuova fase. Tra giugno e settembre sarà attivato un portale di e-participation, attraverso il quale cittadini, operatori, associazioni e stakeholder potranno inviare proposte, buone pratiche e contributi. Tra settembre e novembre 2026 è previsto un roadshow nelle sei province pugliesi, mentre tra novembre e dicembre sarà predisposta una prima bozza del Piano regionale.
La scelta della Regione Puglia è quindi quella di trasformare il nuovo Piano in un processo pubblico e partecipato. In un momento in cui il dibattito sulle migrazioni è spesso dominato da semplificazioni e contrapposizioni, il percorso pugliese prova a riportare al centro programmazione, diritti e coesione sociale.


