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Razzismo verso rom, sinti e caminanti: il giudizio dell’Europa contro l’Italia

Roma, 10 gennaio 2023 – Secondo l’Europa, nel nostro Paese “la lotta all’incitamento all’odio e ai crimini ispirati dall’odio basati sull’antiziganismo non è affrontata a sufficienza“. Cosa significa? Che non vengono messi in atto i giusti piani per combattere il razzismo contro i rom. Non basta quindi che la Piattaforma nazionale rom, sinti e caminanti in Italia sia un “esempio promettente” per l’integrazione delle comunità.

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Razzismo contro rom, sinti e caminanti: il giudizio dell’Europa contro l’Italia

Il giudizio arriva direttamente dalla valutazione della Commissione europea rispetto ai quadri strategici nazionali per i rom messi in campo da tutti gli Stati membri. Nell’analisi si tiene conto delle misure per promuovere la lotta contro il razzismo, l’antiziganismo, la discriminazione e l’incitamento all’odio. Non solo: si verificano anche le misure attuate per rafforzare le capacità della società civile e garantire una partecipazione significava delle donne e dei giovani rom. Stando a quanto emerso, negli anni sono stati fatti dei progressi, ma le azioni non sono ancora sufficienti.

Si segnala, infatti, per esempio, “l’assenza di bilanci chiaramente assegnati per l’attuazione e il monitoraggio delle strategie e delle misure esistenti per combattere la segregazione nei settori dell’istruzione e degli alloggi”. Ed è proprio su questo che lavora la piattaforma italiana creata dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali nel 2013. Piattaforma che, sempre secondo la Commissione, rappresenta una best practice insieme al Forum comunitario.

Tuttavia, sia il Punto di contatto istituito nell’ambito di questa piattaforma per aiutare i rom, sia l’intero quadro nazionale “mancano dell’autorità per svolgere un ruolo adeguato di coordinamento, monitoraggio e scambio con gli stakeholder istituzionali, in particolare a livello livello locale e territoriale“. E non è tutto: “il mandato politico complessivamente breve del Punto di contatto nazionale dei rom sembra pregiudicare una costante attuazione delle misure previste e mette anche in discussione l’effettivo ruolo di coordinamento”. Questo avviene nonostante in Italia vivano circa 150 mila rom, ovvero lo 0,25% della popolazione. “Tutte le misure proposte per far fronte alle esigenze dei rom e dei sinti si basano principalmente su progetti. E non sono ampliate nell’ambito di riforme nazionali o nell’ambito di misure e iniziative generali. Le sfide nell’accesso all’alloggio continuano a essere un problema persistente in Italia e non sono sufficientemente affrontate”, ha sottolineato infine la Commissione Ue.

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