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Regolarizzazione, Mauri: “Molti ritardi sono dovuti alle misure anti covid”

Roma, 5 marzo 2021 – Nel 2020 sono state 207 mila le domande di regolarizzazione presentate dai datori di lavoro per l’emersione di un rapporto di lavoro irregolare o la creazione di un nuovo rapporto con un cittadino straniero. Di tutte queste, però, solamente lo 0,71% dei permessi di soggiorno è stato rilasciato. Il 5%, poi, ha ancora la propria domanda in dirittura d’arrivo. Cosa giustifica questi ritardi? “Quando si parla di tempi per analizzare le pratiche e fare i colloqui in presenza non si può non tenere conto che sono inevitabilmente condizionati dalle cautele sanitarie che dobbiamo rispettare tutti. E che stanno obiettivamente allungando la tempistica delle procedure di almeno il 50%“, ha spiegato l’ex vice ministro dell’Interno Matteo Mauri.

Regolarizzazione, Mauri: “I ritardi sono dovuti anche alle procedure anti covid”

“Al Viminale abbiamo voluto fortemente la regolarizzazione del 2020 perché era necessario intervenire di fronte alla presenza di un numero consistente di migranti irregolari inseriti nel mondo del lavoro sommerso. Così come bisognava fare emergere dal lavoro nero molte situazioni per la maggior parte di persone presenti senza problemi di irregolarità, sia comunitarie che italiane”, ha dichiarato a Repubblica. Nonostante questo, però, le regolarizzazioni sono state piuttosto lente e troppo poche, soprattutto in fase di pandemia. “Era necessario e lungimirante perché ci trovavamo di fronte al rischio di un blocco di diversi settori, ad esempio quello del lavoro agricolo e quello domestico o di cura alla persona. A maggior ragione in un momento di emergenza sanitaria, quando era ed è nell’interesse collettivo avere la conoscenza precisa delle presenze sul territorio.

Comunque i meccanismi di regolarizzazione sono sempre stati complessi. Anche nelle regolarizzazioni che si sono fatte negli scorsi anni, varate tra l’altro da governi di centrodestra. Però si è fatto e ritengo si farà tutto il possibile per velocizzare i tempi”. A intuire sul ritardo delle regolarizzazioni, poi, ci sono state anche le misure anti covid. “Quando si parla di tempi per analizzare le pratiche e fare i colloqui in presenza non si può non tenere conto che sono inevitabilmente condizionati dalle cautele sanitarie che dobbiamo rispettare tutti. E che stanno obiettivamente allungando la tempistica delle procedure di almeno il 50%“, ha sottolineato Mauri.

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Mauri: “Spero che la Lega non sollevi problemi politici”

La speranza di Mauri è che ora che la macchina è stata attivata riesca a viaggiare in modo più spedito. Accelerando così tutte le procedure di regolarizzazione. “Si è da poco conclusa l’assunzione con gara pubblica di 800 addetti con un contratto a tempo determinato, che per i prossimi sei mesi si dedicheranno a questo. Andranno a rinforzare le prefetture. Si sarebbe fatto già l’anno scorso se non ci fossero stati vincoli di bilancio sull’utilizzo di risorse pubbliche. Adesso la macchina è in moto e credo ci siano tutte le condizioni perché si proceda in modo spedito. Sarà inoltre possibile introdurre alcune semplificazioni”. 

Questo, ovviamente, salvo che la Lega e il centrodestra più in generale non decidano di mettere i bastoni fra le ruote. “Spero che la Lega, né nessuno sollevi problemi politici, visto che è una iniziativa nell’interesse di tutti. Sia dei lavoratori migranti che hanno fatto domanda che dei datori di lavoro che hanno aderito all’emersione. Aggiungo che chi ha fatto domanda motivata di regolarizzazione ha pieno titolo a restare in Italia e può continuare a lavorare“, ha sottolineato.

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