in

Roma, indiano aggredito a Tor Bella Monaca

Sandhu Harjinder Singh picchiato mentre andava a lavoro. "Mi hanno chiesto una sigaretta, poi le botte"

Roma – 16 giugno 2010 – Un cittadino indiano è stato aggredito e pestato a sangue ieri mattina a Tor Bella Monaca, quartiere alla periferia est Capitale che già ha fatto da sfondo ad altri episodi di violenza contro gli immigrati.

Sandhu Harjinder Singh, 32 anni, lavora come collaboratore domestico, ma  a volte arrotonda scaricando i camion ai mercati generali. Martedì, alle 3.00 del mattino, stava aspettando un autobus notturno in viale Quaglia, quando una macchina con quattro o cinque persone a bordo si è fermata vicino a lui.

“Sono scesi in due e mi hanno chiesto una sigaretta, sembravano italiani. Quando ho risposto che non fumo  mi è arrivato un pugno in faccia e sono caduto. Hanno continuato a picchiarmi mentre ero a terra, poi sono andati via” racconta Singh a Stranieriinitalia.it. “Ho gridato aiutatemi, ma non veniva nessuno, solo dopo un po’ un ragazzo italiano si è fermato e ha chiamato l’ambulanza”.

L’uomo è stato portato all’ospedale di Torvergata, dove è stato medicato e ha potuto sporgere denuncia contro ignoti presso il presidio di polizia. Oltre alle ferite al volto, ha la gamba destra rotta e dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico per ricomporre la frattura, ma non è il dolore a preoccuparlo: “Come farà a lavorare con questa gamba? Ho due genitori anziani e tre sorelle in India, non potrò più mandare alla mia famiglia quello che guadagno”. 

Sandhu Harjinder Singh è in Italia da cinque anni, e solo quest’anno ha potuto chiedere il permesso di soggiorno con la regolarizzazione. “Non mi era mai successo nulla di simile, ma altri amici mi avevano detto di stare attento a Tor Bella Monaca perché succedono queste cose. Non ho mai litigato con nessuno, stavo solo andando a lavorare” dice dal suo letto in ospedale.

L’ aggressione fa crescere la domanda di sicurezza da parte degli immigrati che vivono nel quartiere. “Non è la prima volta che succede e probabilmente non sarà l’ultima, altri indiani, bangladesi e pakistani sono stati picchiati senza un motivo. Qui gli immigrati hanno paura” denuncia Harbinder Singh, direttore del mensile Punjab Express, che vive a pochi metri da viale Quaglia. “Ora serve un aiuto immediato per il ragazzo picchiato, ma anche più controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine” aggiunge.

“Nel quartiere c’è un problema di convivenza, in cui coesistono microcriminalità, bullismo e razzismo. Quello che ci preoccupa è che la società civile non abbia ancora sviluppato anticorpi contro violenze di questo tipo, al di là della richiesta di sicurezza. Credo che si debba fare ancora molto sul piano dell’educazione” commenta  Antonio Inferrera, delegato ai rapporti interreligiosi dell’VIII Municipio.

Elvio Pasca

Clicca per votare questo articolo!
[Totale: 0 Media: 0]

Immatricolazione di cittadini stranieri

È arrivato un bebè? Prestito più leggero!