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Sanatoria. Ogongo (Cara Italia): “Bene governo sulla regolarizzazione, ma adesso sia una priorità”

Roma, 20 gennaio 2020 – “Mi ha fatto molto piacere sapere che il Governo stia valutando la possibilità di lavorare ad un provvedimento straordinario di regolarizzazione degli immigrati che vivono e lavorano in Italia irregolarmente. È una buona notizia ed è esattamente ciò che chiediamo da anni”.

Questo il commento di Stephen Ogongo, Coordinatore di Cara Italia in merito alla possibilità, futura, che il Governo lavori in favore dell’emersione di centinaia di migliaia di lavoratori migranti irregolari in Italia.

“Spero si possa adottare prestissimo questa misura – spiega Ogongo – che permetterebbe a tutti gli immigrati che attualmente vivono e lavorano in modo irregolare in Italia di regolarizzare la loro posizione. So che nel mondo della politica il passaggio dall’intenzione all’azione non è mai garantita e nessuno può prevedere i tempi. Il mio appello al Governo è di rendere l’approvazione di questa misura una priorità perché potrebbe ‘salvare’ quasi mezzo milione di persone dall’irregolarità e permetterle di lavorare in modo regolare, pagare le tasse, garantire un futuro migliore a loro stessi e alle loro famiglie, acquisire i diritti e vivere una vita serena e dignitosa”.

“Non si tratta di persone arrivate qui oggi e senza lavoro – prosegue l’attivista. Si tratta di persone che vivono qui da anni, che hanno un lavoro ma non possono avere un contratto perché non hanno il permesso di soggiorno. È un incubo vivere in Italia senza il permesso di soggiorno, il terrore di essere espulso in qualsiasi momento rende la vita veramente difficile: non puoi fare piani per il futuro perché non sai mai se domani sarai ancora qui”.

Chiedo al governo – prosegue il Coordinatore di Cara Italia – di approvare questa misura per permettere a queste persone di uscire dall’incubo, dall’incertezza e dallo sfruttamento e di vivere una vita dignitosa. È una misura necessaria dal punto di vista umano per gli irregolari. Allo stesso tempo, è una misura che converebbe anche alle casse dello Stato (tasse, contributi, marche da bollo, costo della pratica di richiesta di permesso di soggiorno, ecc.). Le stime indicano che con l’emersione di 400.000 persone si otterrebbero circa 1 miliardo di euro di gettito fiscale e oltre 3 miliardi di maggiori contributi previdenziali”.

“Continuare ad ignorare la presenza di questi lavoratori – conclude Ogongo – è una scelta irrazionale che nessun Governo serio si può permettere anche dal punto di vista della sicurezza”.

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