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Sbarchi in Italia, come sono cambiati i flussi migratori dal 1997 al 2022: i dati del Viminale

Roma, 20 maggio 2022 – L’Italia è da sempre un porto di approdo per i migranti. La sua posizione geografica, infatti, ha reso il Paese in un punto di arrivo per migliaia di profughi dall’Est Europa, dall’Africa Subsahariana e dal Medio Oriente. Un recente studio condotto dal ministero dell’Interno ha raccolto i dati degli sbarchi avvenuti dal 1997 a oggi, un’analisi che permette di capire come i flussi siano cambiati nel tempo.

Sbarchi in Italia, come sono cambiati i flussi migratori negli anni

Gli anni ’90 sono stati caratterizzati dagli arrivi dei migranti provenienti, principalmente, dall’Albania. Questo, per lo meno, fino al 1997, quando gli sbarchi hanno subìto una notevole impennata. Quell’anno, infatti, gli arrivi via mare sono stati 22.343, proprio a causa della massa di albanesi in fuga dal proprio Paese. Negli anni successivi, poi, la cifra continuerà a crescere. In particolare a influenzare i flussi è stata la guerra del Kosovo da una parte e le fughe da Africa e Medio Oriente dall’altra. Portano, solo nel 1998, 38.134 persone sulle coste italiane, 49.999 nel 1999. Con l’arrivo degli anni 2000, poi, i numeri sono tornati a calare leggermente: nel 2000, infatti, gli arrivi sono stati 26.817, nel 2001 20.143, nel 2002 23.719. Il vero cambiamento, però, è arrivato tra il 2003 e 2004, quando in Italia sono sbarcate 14.331 e 13.635 persone.

Nel 2005, poi, le cifre sono tornate a salire: sono stati 22.939 i migranti arrivati via mare. L’anno successivo, poi, 22.016, nel 2007 20.445 e infine 36.951 nel 2008 e 9.573 nel 2009. In dieci anni, quindi, si può dire che gli arrivi hanno subìto un andamento altalenante. Il calo è durato almeno fino al 2011, anno che molti studiosi riconoscono come il punto di svolta per studiare la storia delle migrazioni verso l’Italia. Se, infatti, nel 2010 gli sbarchi erano stati solamente 4.406, nel 2011 sono arrivati a toccare quota 62.692. Il 2011, d’altronde, è l’anno delle Primavere arabe, delle insurrezioni popolari scoppiare nei Paesi arabi. Avvenimenti che hanno dato il via ai massicci flussi migratori di massa.

Sbarchi in Italia, i numeri dal 2011 al 2022

E’ proprio nel 2011, poi, che in Italia scoppia il dibattito politico attorno all’arrivo dei migranti. C’era chi chiedeva maggiore collaborazione e solidarietà da parte dell’Unione europea, chi sottolineava la valenza umanitaria della crisi. E chi, al contrario, si concentrava sulle questioni legate alla sicurezza sul territorio aperte dall’immigrazione irregolare. Arriva così il 2012, anno nel quale gli sbarchi sono tornati a ridimensionarsi (13.267) almeno fino al 2013, quando invece rincominciano a crescere (42.925). Proprio in quell’anno, poi, c’è stato il terribile naufragio del 3 ottobre, nel quale 368 persone hanno perso la vita di fronte le coste della Sicilia. Catastrofe che ancora oggi viene ricordata come “La tragedia di Lampedusa”.

A quel punto la cosiddetta “crisi europea dei migranti” era ormai nota a tutti, e coinvolgeva direttamente (e soprattutto) Italia, Spagna e Grecia. In quegli anni sono stati registrano numeri da record: 170.100 sbarchi nel 2014, 153.842 nel 2015, 181.436 nel 2016. Ancora una volta, i migranti provenivano principalmente dalla Siria, dall’Eritrea, dalla Nigeria e da altri Stati africani. Nel 2017, poi, il governo, nel tentativo di contrastare l’immigrazione irregolare proveniente dalla Libia, ha approvato il decreto Minniti. Un testo che prevedeva regole ancora più severe in tema di immigrazione. E’ proprio per via di questo decreto che sono nati 20 centri per l’espulsione di stranieri non in regola. Tra l’altro, sempre nel 2017, in seguito al memorandum firmato dal premier Paolo Gentiloni e il primo ministro Fayez al Serraj, gli sbarchi tornano a calare leggermente (119.3699).

L’accordo infatti rafforza la cooperazione tra i due Paesi, in particolare per limitare le partenze dalla Libia. Inizialmente, effettivamente, gli sbarchi sono diminuiti sensibilmente: nel 2018 sono stati 23.370, nel 2019 11.471. Nel 2020, poi, riparte un flusso importante soprattutto dalla Tunisia, dove sono iniziate le proteste contro la crisi economica e la corruzione politica. Gli sbarchi così sono arrivati a essere 34.154, e sono quasi raddoppiati nel 2021 (67.040). All’11 maggio 2022, infine, le persone registrate sono state 12.165, principalmente di nazionalità egiziana, bengalese, tunisina, afghana e siriana.

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