Roma, 27 marzo 2026 – Lo sfruttamento lavorativo in Italia registra un aumento significativo, ma insieme cresce anche la capacità di individuare e denunciare i casi. È quanto emerge dal VI Rapporto sullo sfruttamento lavorativo e il caporalato, realizzato dal Laboratorio coordinato dal Centro di Ricerca interuniversitario L’Altro Diritto (ADIR), in collaborazione con FLAI CGIL e l’Osservatorio Placido Rizzotto.
Numeri in forte crescita
Il nuovo Rapporto, presentato l’11 marzo e basato sui dati aggiornati alla fine del 2024, evidenzia un incremento netto delle situazioni di sfruttamento individuate. I casi censiti passano da 834 a oltre 1.200, con un aumento di circa il 50% rispetto alla rilevazione precedente. Un dato che fotografa una realtà sempre più diffusa, ma anche una maggiore capacità di intercettazione da parte degli strumenti di monitoraggio e controllo.
Una geografia dello sfruttamento sempre più ampia
Il fenomeno non è più confinato a specifiche aree o settori. Il Rapporto descrive una vera e propria mappa dell’illegalità che attraversa l’intero sistema produttivo, colpendo sia territori industrializzati sia tradizionali distretti agricoli. Lo sfruttamento si adatta ai diversi contesti economici, seguendo le logiche delle filiere e delle catene produttive.
Oltre i campi agricoli
Uno degli elementi più rilevanti riguarda il superamento dello stereotipo che lega lo sfruttamento esclusivamente all’agricoltura. Pur restando il settore con il maggior numero di casi (589 nel 2024, in aumento rispetto all’anno precedente), il suo peso relativo è in calo: dal 67% del 2016 al 38% attuale. Come sottolinea Jean René Bilongo, questo dato non segnala una diminuzione del fenomeno nei campi, ma piuttosto una sua espansione in ambiti finora meno monitorati, come edilizia, logistica, commercio e servizi di cura.
Più denunce, più consapevolezza
Un segnale incoraggiante arriva dal fronte delle vittime. Nel 2024 circa il 29% dei lavoratori sfruttati ha denunciato le condizioni subite, indicando una crescita della fiducia nelle istituzioni e nei meccanismi di tutela.
Tra emergenza e capacità di risposta
Il quadro che emerge dal Rapporto è complesso: da un lato una diffusione sempre più capillare dello sfruttamento lavorativo, dall’altro un sistema che inizia a far emergere con maggiore forza queste situazioni. La sfida, ora, sarà rafforzare gli strumenti di prevenzione e protezione, per trasformare l’emersione del fenomeno in un reale arretramento dell’illegalità.


