Roma, 27 marzo 2026 – Roma si conferma crocevia di culture e linguaggi europei. Martedì 24 marzo 2026, nella cornice istituzionale di Palazzo Valentini, si è svolto il quarto appuntamento del ciclo “Il Mese della Letteratura Romena a Roma”, un’iniziativa che sta attirando un crescente interesse da parte del pubblico italiano.
Protagonista dell’incontro è stata la scrittrice Tatiana Țîbuleac, tra le voci più intense e riconosciute della narrativa contemporanea dell’Europa orientale, in dialogo con il professor Bruno Mazzoni. Un confronto ricco e articolato che ha toccato temi profondi e di grande attualità, confermando il ruolo della letteratura come strumento di interpretazione del presente.
Un evento dal forte valore istituzionale
Ad aprire l’incontro sono stati l’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancău, e l’Ambasciatore della Repubblica di Moldova, Oleg Nica. La loro presenza ha sottolineato il significato politico e culturale dell’evento, evidenziando il legame profondo tra Romania e Moldova.
Nel suo intervento, Dancău ha ribadito come la letteratura romena rappresenti non soltanto un patrimonio nazionale, ma un elemento attivo del dialogo europeo. Nica ha invece richiamato la complessità storica dello spazio moldavo, segnato da influenze esterne e da narrazioni imposte durante il periodo sovietico, sottolineando al contempo la capacità di resilienza culturale e linguistica della società moldava.
Letteratura, memoria e nuove sfide contemporanee
Nel dialogo con Mazzoni, Țîbuleac ha affrontato questioni centrali del nostro tempo: dalle narrazioni tossiche nello spazio pubblico alla propaganda dei regimi autoritari, fino alle nuove forme di manipolazione digitale. Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo dell’intelligenza artificiale nella creazione letteraria, tema sempre più rilevante nel dibattito culturale contemporaneo.
Il confronto con il pubblico ha poi ampliato la riflessione ai temi cardine della sua opera: la vita sotto la dittatura, la difficile transizione post-comunista e l’esperienza della migrazione. Elementi che risuonano profondamente nelle comunità romena e moldava presenti in Italia, ma che trovano eco anche nel pubblico europeo più ampio.
Roma come ponte culturale europeo
L’evento ha rappresentato un momento di incontro significativo tra le comunità romena e moldava e il pubblico italiano, confermando Roma come spazio privilegiato di dialogo interculturale. Il successo dell’iniziativa testimonia un interesse crescente verso la letteratura romena, sempre più riconosciuta come parte integrante del panorama culturale europeo.
Organizzato dall’Ambasciata di Romania in Italia, dal Ministero della Cultura della Romania e dalla Biblioteca Nazionale della Romania, in collaborazione con la Città metropolitana di Roma Capitale e l’Ambasciata della Repubblica di Moldova in Italia, il ciclo “Il Mese della Letteratura Romena a Roma” si conferma così un appuntamento di rilievo nel calendario culturale della capitale.


